Sabato 25 Gennaio 2014

Cerioli assolto, «legge rispettata»

Misiani: Le sentenze non si commentano

I rilievi dei carabinieri sul luogo del delitto nel cortile davanti al negozio di Angelo Cerioli

Parole di elogio per l’applicazione della legge sulla legittima difesa, del 2006; soddisfazione per l’aver riconosciuto a un cittadino non solo e non tanto il diritto di difendersi, ma anche il fatto di reagire non con freddezza e spinto dalla tensione a situazioni di pericolo; e ancora massimo rispetto per la perdita di una vita umana e, anche, per una sentenza di cui ancora non sono comunque note le motivazioni.

Queste le reazioni, soprattutto in campo politico, alla sentenza con cui giovedì il gup Ezia Maccora ha assolto l’imprenditore Angelo Cerioli, 52 anni di Caravaggio, dall’accusa di omicidio volontario per l’uccisione di Dumitru Baciu, rumeno di 46 anni, che la notte del 25 novembre 2012, insieme a uno o più complici, aveva preso di mira il negozio di attrezzi agricoli del commerciante.

Lui, residente al piano superiore con la famiglia, svegliato di soprassalto aveva sparato dal balcone: aveva puntato verso una zona buia del giardino, e lì aveva colpito il romeno, uccidendolo. Omicidio volontario, a causa del dolo eventuale, aveva ipotizzato il pm titolare del caso Gianluigi Dettori, salvo poi rivalutare la vicenda e ritenerla invece omicidio colposo in eccesso colposo di legittima difesa.

«Conosco bene e da tanti anni Cerioli, come persona calma e attaccata alla famiglia – ha commentato Ettore Pirovano, presidente della Provincia e per diversi anni sindaco proprio di Caravaggio –. Sono piacevolmente meravigliato del fatto che è stato capito che non siamo tutti “berretti verdi”: la legge consente di avere in casa armi a propria difesa, e nei momenti di alta tensione è chiaro che non tutti hanno la freddezza dei professionisti, quindi fa piacere che questi elementi siano stati presi e tenuti in considerazione da un giudice».

Per il deputato di Forza Italia Gregorio Fontana: «Le armi vanno usate il meno possibile, specialmente da chi non lo fa per professione, tuttavia con la legge sulla legittima difesa del 2006 che anche io avevo votato, si era cercato di evitare che, in casi come questo, una persona che si fosse limitata a difendersi finisse anche nei guai con la giustizia».

Anche il deputato Cristian Invernizzi, della Lega, esprime apprezzamento per la sentenza: «Sono assolutamente d’accordo con la decisione».

Angelo Capelli, responsabile provinciale del Nuovo Centro Destra, chiarisce: «Bisognerà leggere le motivazioni della sentenza per capire, ma di certo è un segnale forte che arriva, ed è quello di uno Stato che tiene in considerazione i cittadini».

Dalla sinistra Antonio Misiani (Pd), preferisce smarcarsi vista la tragicità del caso: «Le sentenze si rispettano e non si commentano, questo a maggior ragione per una vicenda tragica che ha comportato la morte di una persona».

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