Orio replica ai dubbi del ministero
«C’è ok per 30 movimenti notturni»

Sacbo ricorda di essere uno dei «pochi scali in possesso di decreto Via emesso nel 2003». E sul decreto che stabilisce lo stop notturno «pende da oltre un decennio un ricorso al Tar dei gestori aeroportuali in cui si chiede la sua insussistenza».

Orio replica ai dubbi del ministero «C’è ok per 30 movimenti notturni»
La nuova pista di Orio al Serio
(Foto di FotoBerg)

Sacbo interviene sulle polemiche susseguenti ai dubbi espressi dal ministero dell’Ambiente sui voli notturni.

La società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio «ritiene necessario sottolineare come, nei confronti del decreto 476/99 penda da oltre un decennio davanti al Tar Lazio un ricorso da parte dei gestori aeroportuali». Testo normativo che, tra le altre cose, stabilisce il divieto dei movimenti aerei negli aeroporti civili e militari aperti al traffico dalle 23 alle 6, salvo una serie di eccezioni, da disciplinare con decreto. Che nel caso di Orio non c’è, ha rilevato il ministero.

Sacbo rileva come nel ricorso si chieda «di sancirne l’insussistenza, anche in considerazione della sopraggiunta normativa europea che istituisce norme e procedure per l’introduzione di restrizioni operative ai fini del contenimento del rumore negli aeroporti, come peraltro già espresso in una nota del ministero dei Trasporti interrogato sull’argomento».

«A tale proposito, la relativa udienza del Tar Lazio è stata fissata in data 19 giugno con sentenza attesa presumibilmente nel mese di settembre 2014.Peraltro, va precisato che, in riferimento al decreto 476/99 richiamato dal ministero dell’Ambiente, nessuno degli aeroporti nazionali risulta in possesso di specifico decreto autorizzativo».

«Per quanto attiene all’aeroporto di Orio al Serio, esso è uno dei pochi scali in possesso di decreto di valutazione di impatto ambientale emesso nel 2003, all’interno del quale è specificata un’attività notturna prevista fino a 30 movimenti, verso la quale il ministero dell’Ambiente non ha evidenziato criticità e prescrizioni conseguenti».

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