Sabato 11 Gennaio 2014

Ospedale, la Regione ai creditori:

«Non possiamo trovare soluzioni»

L’Hospital Street del Papa Giovanni XXIII

«Per la prima volta, in Consiglio regionale, ho finalmente sentito parlare, all’unanimità, sia dalle rappresentanze di destra sia da quelle di sinistra, dell’eccellenza dell’ospedale di Bergamo. È un bel segnale di inizio per questo 2014. Un segnale che ci consente di cominciare l’anno con tutte le carte in regola. Dal punto di vista dello sviluppo dell’eccellenza di questa struttura, che è senza dubbio una delle migliori d’Italia, e anche dal punto di vista dei conti».

Ha esordito così, venerdì 10 gennaio, davanti a tutti i primari e i vertici dell’Azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII, l’assessore regionale alla Salute Mario Mantovani, che in occasione del periodico incontro della direzione sul budget, ha voluto illustrare di persona le Regole regionali di sistema 2014 per tutta la sanità lombarda. Una modalità inusuale, quella dell’incontro pubblico, che però l’assessore ha dichiarato di ritenere «fondamentale perché tutti possano conoscere e toccare con mano come funziona la sanità lombarda».

Regole che, sintetizzate da Mantovani, si declinano con «l’applicazione della qualità sempre, anche in questi tempi di riduzione obbligata di costi, unita al rispetto degli standard». E per l’ospedale di Bergamo, le Regole di sistema, che, tra l’altro pongono l’accento sulle alte specialità e sull’accentramento di alcune attività, come la centralizzazione delle attività trasfusionali o il riordino della rete dei lavoratori, «potranno essere un volano per fare crescere ulteriormente l’attuale eccellenza del Papa Giovanni. Penso per esempio all’attuale Pronto soccorso, che potrà dare all’ospedale un ruolo chiave nell’ambito dell’emergenza-urgenza, penso alla Neonatologia, che ho visitato di recente, e che a buon diritto può essere considerato un reparto di livello europeo».

Sui conti che riguardano il nuovo ospedale però c’è da evidenziare una nota stonata, che lo stesso assessore non evita di ricordare: «Purtroppo, per quello che è di nostra competenza, non è possibile, allo stato attuale, approdare a una soluzione per quelle imprese che hanno lavorato alla costruzione dell’ospedale e che non sono state ancora saldate. La soluzione dell’intricata vicenda, che è ora di competenza della magistratura, sfugge al nostro controllo. E non possiamo intervenire con soluzioni che non dipendono da noi».

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