Giovedì 29 Maggio 2014

Piano antirumore, Enac chiama i sindaci

Ma si dimentica dei ballottaggi in corso

La protesta degli amministratori locali contro Enac lo scorso 30 aprile
(Foto by Maria Zanchi)

L’ultima volta, il 30 aprile, si erano letteralmente imbavagliati davanti agli uffici dell’Enac dell’aeroporto di Orio al Serio per protestare contro la decisione dell’ente di sospendere in modo (decisamente) unilaterale le procedure anti rumore dello scalo. La protesta degli amministratori locali (prevalentemente leghisti in quell’occasione) qualche effetto l’ha sortito, nel senso che Enac ha deciso di convocare una riunione della Commissione aeroportuale. Pare abbastanza informale.,

Ma c’è un fior di ma: la data di convocazione è il 10 giugno, ovvero 2 giorni dopo il ballottaggio non solo a Palazzo Frizzoni (che comunque è l’ente con la situazione più delicata) ma anche a Seriate. Una scelta che qualche perplessità l’ha creata, perché in ogni caso nei due Comuni le Giunte non ci saranno ancora, e quindi nemmeno i due titolari all’Ambiente.

La decisione di Enac di sospendere le procedure muove dalla recente sentenza del Consiglio di Stato che non ha accolto il ricorso dell’Enac stessa in merito alla sentenza del Tar di Brescia che nel luglio del 2013 ha annullato il Piano di zonizzazione acustica dell’aeroporto. I lavori della Commissione aeroportuale sarebbero ripresi solo «in presenza di un eventuale accoglimento della citata richiesta di sospensiva e avrebbero potuto proseguire con lo studio già avviato mantenendo le procedure antirumore vigenti derivanti dall’approvazione della zonizzazione acustica» aveva rilevato il direttore dell’Enac competente per Orio, Monica Piccirillo.

Ma soprattutto «i lavori rimarranno sospesi fino alla decisione del ricorso da parte del Consiglio di Stato» e le misure attualmente in vigore, come il ricorso preferenziale per i decolli alla Testata A, quella più ad Est che consente un sorvolo a maggior quota degli abitati, e la ripartizione di parte dei voli ad Est «non saranno rinnovati». Ma dopo la protesta dei sindaci, ora Enac pare intenzionata a fare un mezzo passo indietro. Calendario permettendo.

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