Lunedì 02 Dicembre 2013

Uccise il ladro a Caravaggio

Ora il pm chiede l’omicidio colposo

I rilievi dei carabinieri sul luogo del delitto nel cortile davanti al negozio di Angelo Cerioli

Ha scelto di esser giudicato con rito abbreviato Angelo Cerioli, il commerciante di Caravaggio accusato di omicidio volontario per aver sparato, un anno fa, a un ladro sorpreso mentre cercava di sottrarre attrezzi dal suo negozio di articoli per giardinaggio, uccidendolo.

Assistito dagli avvocati Davide Mancusi e Fabio Giarda il commerciante, che ha sempre sostenuto di aver agito per legittima difesa, ha formalizzato la propria decisione davanti al giudice dell’udienza preliminare Ezia Maccora, che ha accolto la richiesta e fissato per la discussione l’udienza del 2 dicembre. In tribunale il pm ha chiesto un cambio di reato: da omicidio volontario a omicidio colposo in legittima difesa, con una condanna a 1 anno e sei mesi in pena sospesa.

Richiesta invece la conferma dell’omicidio volontario della parte civile mentre la difesa sostiene la legittima difesa e l’assoluzione. Ora il processo è rinviato al 23 gennaio prossimo.

Il fatto risale al 25 novembre del 2012, in piena notte: Cerioli si era svegliato sentendo rumori provenire dal suo negozio, al piano terra della sua abitazione. Quando si era affacciato aveva visto dei malviventi prendere a mazzate la vetrina, con l’intento evidente di entrare e rubare gli attrezzi da giardinaggio esposti. A quel punto aveva preso il suo revolver Taurus calibro 38 e aveva sparato dalla finestra in direzione dei ladri. Due colpi avevano centrato in pieno il quarantaseienne, uccidendolo.

Il pubblico ministero Gianluigi Dettori aveva indagato il commerciante per omicidio volontario: data la posizione al momento dello sparo, avrebbe quanto meno dovuto mettere in conto la possibilità di colpire qualcuno e ucciderlo (il cosiddetto dolo eventuale). Accettando il rischio si sarebbe reso responsabile anche della morte del romeno. Ben diversa la tesi difensiva: Cerioli non aveva sparato verso l’alto per timore di colpire qualche vicino, e aveva sparato verso il buio, senza immaginare che ci fosse qualcuno; aveva perfino evitato di mirare al malvivente (poi fuggito) che stava colpendo la vetrina in quel momento, proprio per non rischiare. L’unico suo intento sarebbe stato quindi quello di spaventare i ladri, non di uccidere, e comunque avrebbe agito in stato di legittima difesa. Il pm contro di lui, tra l’altro, ha scelto di procedere con il giudizio immediato, vale a dire ritenendo l’evidenza della prova contro il commerciante.

© riproduzione riservata