Lunedì 16 Giugno 2014

Yara, il presunto killer è in carcere

Muratore di Mapello, 3 figli. Nega

Massimo Giuseppe Bossetti di Mapello

Novità sconvolgente nel caso di Yara Gambirasio. È stato fermato il presunto assassino della giovane di Brembate. Lo ha annunciato per primo il ministro dell’Interno Alfano. Si tratta di un uomo di 44 anni originario di Clusone, sposato e con tre figli di 8, 10 e 13 anni: il suo nome è Massimo Giuseppe Bossetti di Mapello. È stato sottoposto a fermo da parte dei carabinieri del Ros che lo hanno prelevato direttamente dalla sua abitazione.

Bossetti è un muratore incensurato: è stato portato nel pomeriggio di lunedì 16 giugno nella caserma dei Carabinieri di Bergamo dove è stato sottoposto ad interrogatorio alla presenza del legale d’ufficio, Silvia Gazzetti. Intorno alle 21.30 di lunedì 16 giugno l’uomo è stato trasferito al carcere di Bergamo: fuori dalla caserma si era nel frattempo formata una piccola folla di persone che ha accolto il piccolo corteo di auto con pesanti insulti all’indirizzo di Bossetti: «Assassino, devi morire». Le forze dell’ordine hanno dovuto tenere a bada le persone, che pochi minuti dopo hanno riservato bel altro trattamento al Pm Letizia Ruggeri e agli inquirenti che hanno seguito il caso, accolti da applausi a scena aperti e incitamenti.

Il primo ad annunciare la notizia il ministro dell’Interno Alfano che ha detto: «Secondo quanto rilevato dal profilo genetico in possesso degli inquirenti è una persona del luogo», ha detto. Lo scorso 10 aprile era arrivata la conferma inequivocabile che gli investigatori avevano il Dna del killer della tredicenne di Brembate Sopra uccisa il 26 novembre 2010. «Le Forze dell’Ordine, d’intesa con la Magistratura, hanno individuato l’assassino di Yara Gambirasio. Secondo quanto rilevato dal profilo generico in possesso degli inquirenti, l’assassino della piccola Yara è una persona del luogo, dunque della Provincia di Bergamo - ecco il testo integrale del messaggio di Alfano -. Nelle prossime ore, saranno forniti maggiori dettagli. Ringraziamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, per l’impegno massimo, l’alta professionalità e la passione, investiti nella difficile ricerca di questo efferato assassino che, finalmente, non è più senza volto».

La persona sospettata dell’omicidio di Yara Gambirasio sarebbe un «bergamasco individuato grazie al Dna». «Siamo in una fase delicatissima» si è limitato a dire nel primo pomeriggio il procuratore della Repubblica di Bergamo, Francesco Dettori. E ha aggiunto: «Sono ancora in corso verifiche, ma si può dire che questo è un riconoscimento al lavoro sistematico dell’Arma dei carabinieri e della polizia che non hanno mai mollato. La dottoressa Letizia Ruggeri ha lavorato con estrema professionalità smentendo certa stampa che l’ha attaccata in modo duro».

La persona fermata dovrebbe quindi essere il figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, l'uomo che, secondo gli inquirenti, sarebbe il padre biologico dell'assassino di Yara. A dare la notizia alla famiglia Gambirasio è stata la stessa Letizia Ruggeri che, nel pomeriggio di lunedì 16 giugno, ha chiamato al telefono mamma Maura e papà Fulvio per informarli.

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