Lunedì 05 Settembre 2011

Martedì lo sciopero della Cgil
Trasporto pubblico a singhiozzo

Per lo sciopero generale di otto ore di martedì, la Cgil di Bergamo ha organizzato una manifestazione a Bergamo, con partenza del corteo dei partecipanti dalla stazione delle Ferrovia. L'agitazione interesserà, ovviamente, anche il settore del trasporto pubblico locale: lo sciopero per i lavoratori dei bus locali inizierà alle 16.30 fino a fine servizio. I lavoratori dei treni si fermeranno dalle 9 alle ore 17, quelli del trasporto aereo dalle 10 alle 18.

Alla concentrazione in piazzale Marconi confluiranno con nove autobus i lavoratori provenienti da Val Brembana (con partenza da San Giovanni Bianco), Val Seriana (da Clusone), dall'Isola (da Terno d'Isola), dalla Bassa (con tre mezzi da Treviglio, Caravaggio e Romano di Lombardia), da Grumello del Monte, Trescore Balneario e Dalmine.

Il corteo, dopo il concentramento alle 9,30, si snoderà per viale Papa Giovanni per poi proseguire per via Camozzi (con sosta davanti alla sede di Confindustria) e via Tasso (davanti alla Prefettura), per concludersi in piazza Vittorio Veneto, dove ci saranno gli interventi del segretario provinciale della Cgil, Luigi Bresciani, i sindaci di Valnegra, Virna Facheris, e Verdellino, Giuseppe Maci. Le conclusioni sono affidate ad Alberto Morselli, segretario nazionale della Filctem Cgil.

Ad aprire il corteo sarà una delegazione di lavoratori della Prefabbricati Cividini, dove sono a rischio 146 posti di lavoro a causa della chiusura dello stabilimento di Osio Sopra, solo l'ultima delle tante facce della crisi nella provincia orobica.

«Tagliano i servizi, la sanità, l'assistenza, violano il contratto nazionale e lo Statuto dei Lavoratori, discriminano i disabili» è il testo del volantino che verrà distribuito  in piazza. «Tagliano il reddito dei lavoratori e fanno pagare più tasse a chi già le paga. Salvano il palazzo e caricano sugli enti locali il carico dei tagli. Cambiare la manovra è possibile, ma ognuno deve fare la sua parte, soprattutto chi ha di più e chi non paga mai. Chiediamo giustizia, solidarietà, un futuro al Paese, investimenti sull'istruzione e sull'occupazione dei giovani. Questo non è il momento di stare a guardare. Chiediamo a tutte le lavoratrici e ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati di partecipare allo sciopero e alla manifestazione indetta dalla Cgil. Serve la partecipazione di tutti per cambiare la manovra».

«Le ragioni dello sciopero sono note – commenta il segretario Bresciani – e vanno individuate nelle due manovre ingiuste e sbagliate del 15 luglio, da 47 miliardi di euro, e del 12 agosto, per altri 45 miliardi, che vanno a colpire soprattutto lavoratori e pensionati. Nella prima sono stati reintrodotti i ticket sanitari, eliminate le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie e penalizzati con pesanti tagli gli enti locali. Abbiamo poi assistito all'accanimento nei confronti dei dipendenti pubblici, con la proposta di congelamento della tredicesima e corresponsione del Tfr dopo due anni. Anche il contributo di solidarietà è stato mantenuto solo per i dirigenti pubblici».

Una serie di provvedimenti che, secondo il segretario provinciale della Cgil, infieriscono solo su lavoratori e pensionati. I tagli ai costi della politica «sono una presa in giro; si parla di un disegno di legge costituzionale per ridurre il numero delle Province e dimezzare i parlamentari. Sono operazioni con passaggi legislativi che richiedono come minimo due o tre anni. A chi vogliono far credere che questo Parlamento deciderà di diminuire il numero degli onorevoli?».

a.ceresoli

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