Giovedì 03 Aprile 2014

Dalla Cecoslovacchia a Fendi e EA7
La Rocca lancia il suo marchio Serio

La Rocca di Martinengo

Sarà anche al Fuorisalone del Mobile nei prossimi giorni, in esposizione con il suo avveniristico neonato brand di moda: La Rocca di Martinengo si occupa di abbigliamento sportivo-casual per numerose griffe nazionali e internazionali e ora ha avviato un progetto che prende il nome dal fiume Serio, corso d’acqua che bagna la zona dove l’azienda è nata nel 1959.

Una storia curiosa, quella di questa realtà a carattere familiare, che parte dalla Cecoslovacchia. Mauro Forlani a quei tempi faceva il rappresentante di tessuti a Romano di Lombardia mentre la moglie Luisa Gagliardi era sarta nella bottega del fratello Peppino. La decisione fu presa senza pensarci troppo: aprire a Romano, nella soffitta di casa, un laboratorio per produrre impermeabili, uomo e donna. La moglie cuciva e il marito vendeva, acquistando i tessuti dai suoi amici fornitori, un’attività che prese piede velocemente, tanto che la coppia, «mixando coraggio e ottimismo - racconta oggi il figlio Flavio, attuale amministratore dell’azienda di famiglia -, trasferì il laboratorio e una ventina di dipendenti a Martinengo dove si trova tutt’ora e dà lavoro a circa 40 persone». Siamo nel 1962 e dagli impermeabili la produzione si estende alle giacche a vento: «Sempre tessuto tecnico e abbigliamento sportivo, la produzione era per conto terzi, soprattutto clientela tedesca. L’anno successivo arrivò invece la richiesta di fornitura dal governo cecoslovacco per la centrale acquisti di Stato» continua Forlani.

In sostanza La Rocca produceva impermeabili e giacche a vento per la popolazione che acquistava nei negozi gestiti dal governo di Dubček. «Ma c’è di più: il pagamento non avveniva in denaro ma in cambio merce con filo di cotone egiziano, (il regime cecoslovacco in quegli anni aveva uno stretto interscambio commerciale con l’Egitto di Nasser che pagava le forniture militari cecoslovacche anche con filati di pregiato cotone) che mio padre rivendeva in Italia. Un business che andava a sostenere la produzione dell’azienda». Con un ricordo tramandato in famiglia: «Mio padre un giorno andò a vedere una partita di calcio nello stadio di Praga e guardandosi attorno il colpo d’occhio fu impressionante: migliaia di persone con la stessa giacca a vento, un tono di grigio scuro che uniformava gli spalti». Era il 1966 e Mauro Forlani di Martinengo aveva trovato nella Cecoslovacchia la sua America.

A quei tempi l’azienda aveva 80 dipendenti e i capi da sci iniziavano a farsi conoscere in giro per l’Europa: «Siamo negli anni Settanta, i tempi della ‘Valanga Azzurra’ di Thöni e Gros, e mio padre acquisisce la produzione delle collezioni sci e sportwear della Hcc, azienda di Ginevra in quegli anni sinonimo di alta gamma» continua Flavio Forlani che a inizio anni Ottanta prende il timone dell’azienda insieme alla sorella Rita: «Siamo nel periodo giusto: la moda scopre lo sportswear e si creano i primi legami con le grandi aziende». All’inizio Paul & Shark, poi Ralph Lauren, e Griffin, quindi la linea sci di Dior e di marchi quali Jil Sander, Marni e Michael Kors, lo sportswear di Valentino, Loro Piana, Fendi fino ad Armani, per il quale La Rocca ha recentemente realizzato la divisa per le Olimpiadi Invernali di Sochi con il marchio EA7.

E i capi sono sempre sportivi o dal taglio urban-casual, tra piumini, giacche a vento, pantaloni e sahariane in tessuto tecnico, prodotto in buona parte a Martinengo, dove la ricerca dei materiali e lo studio stilistico ha la base, con un’alta specializzazione tecnica anche nei settori delle cerate per la vela e le tute antipioggia: «Nostra la progettazione e lo sviluppo della prototipia e campionatura, una parte della produzione è interna, mentre una parte, ma solo per la cucitura, è assemblata in laboratori esterni sia in terra bergamasca che in Polonia». Con un fatturato chiuso nel 2013 sopra i 4 milioni di euro: «Siamo in crescita e prevediamo un +10% per quest’anno» continua Flavio Forlani, un incremento determinato anche da una nuova attività intrapresa: «Dallo scorso anno siamo licenziatari per il mondo del marchio “Griffin” del designer britannico Jeff Griffin per il quale produciamo dal 1999, un brand che ha una distribuzione molto forte in Nord Europa, Stati Uniti e Giappone e da ora anche in Italia». Un brand di nicchia, di grande genialità, che la Rocca punta a spingere nella distribuzione, sempre con un occhio rivolto alla specializzazione tecnologica: «Ci ha permesso di acquisire clienti di alto livello e per questo gli investimenti in questo ambito non devono mancare». L’ultimo, di 200 mila euro, per la termonastratura delle cuciture e l’incollaggio dei tessuti, in gergo «bonding», evitando esteticamente la vista della cucitura. «Molto usato sui capi Armani – commenta Forlani -, con ottimi risultati estetici e perfette performance tecniche». Sochi 2014 è stata la vetrina, così come il Fuori Salone sarà l’occasione per presentare «Serio»: dopo il primo lancio lo scorso anno, in Corso Como un allestimento con il primo capo creato per questo marchio e ideato in collaborazione con il designer Moreno Ferrari.

Fabiana Tinaglia

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