Martedì 03 Gennaio 2012

Padoin studia da capitan-futuro
e sfida il Milan: possiamo colpirlo

Anche Bergamo ha il suo capitan-futuro. Nulla a che vedere con il forte e bizzoso romanista De Rossi, il quale si porta da anni questo ingombrante soprannome, ma con il numero 22 atalantino Simone Padoin, la cui maglia indossata nel Christmas Match contro il Catania è stata la più quotata nell'asta di beneficienza organizzata da Bergamo Tv.

Il giovane cresciuto nel settore giovanile atalantino ha le idee chiare, come sempre, sia sul prossimo avversario della sua squadra che sull'atmosfera dello spogliatoio e sull'eredità di Doni dal punto di vista caratteriale. «Sono sicuro che insieme possiamo cercare di non far sentire l'assenza di Cristiano, che in gruppo era importante, perché sapeva mantenere la tensione alta anche nel corso della settimana».

«Credo che ci sono giocatori in grado di non far rimpiangere uno della sua personalità. Con l'aiuto dei miei compagni sono pronto a prendermi anche io questa responsabilità. È stata una soddisfazione vedere che la mia maglietta sia stata venduta per beneficienza a quella cifra. Padoin capitan futuro è un'affermazione che mi piace, ma adesso è ancora presto per parlare di queste cose».

Al Comunale l'8 gennaio ci sarà il Milan capolista, ora impegnato nella preparazione invernale al caldo di Dubai, a cui però converrà non sottovalutare la formazione di Colantuono. «Se consideriamo le ultime dieci partite di campionato non è l'avversario migliore ma, vista la pausa e magari una preparazione fatta per puntare alle partite di febbraio e di marzo, penso che abbiamo una buona occasione per ottenere un risultato importante contro l'avversaria più forte del campionato».

«Con Del Neri eravamo riusciti a fare grandi vittorie in casa e a San Siro, mentre due anni fa abbiamo raccolto poco, giocando bene ma mancando negli episodi. Sarebbe bello non perdere più nelle partite che mancano da qui alla fine dell'andata: ci darebbe una grande carica per la continuazione della stagione».

E finalmente si potrebbe anche sfatare un tabù, quello della grande Atalanta di questa prima parte d'annata mai vittoriosa contro le grandi, ma mai sconfitta se si esclude la trasferta contro la Roma. «Contro l'Inter la vittoria è sfumata sull'errore dal dischetto di Denis, con il Napoli il gol all'ultimo secondo è stato decisivo, mentre con l'Udinese è stata più equilibrata. Ci manca poco per raggiungere una vittoria di prestigio, dobbiamo essere più convinti dei nostri mezzi, perché sappiamo che in casa possiamo fare delle grandi partite».

«Vogliamo continuare come abbiamo fatto finora. Quando giochiamo al Comunale il nostro segreto è quello d'imporre il gioco, tenendo ritmi alti: se riusciremo a farlo anche contro il Milan, che predilige un ritmo più lento, avremo ottime possibilità. In questa settimana ho ricaricato le batterie: sono pronto a rimettermi in gioco».

L'analisi del match di Padoin non fa una piega, per un giocatore sempre attento a tutto quello che riguarda la sua Atalanta, e punta forte su Peluso. «Sarebbe troppo facile dire Ibrahimovic, ma lui è il catalizzatore di tutte le azioni rossonere. Nocerino e Boateng sono altri due giocatori fondamentali, bravi ad inserirsi e fornire assistenza a gente come lo svedese e Robinho».

«Un punto debole ce l'hanno: amano proporsi con tanti giocatori e lasciano la difesa un po' scoperta. Se sapremo ripartire nel miglior modo possibile possiamo essere pericolosi. Se devo guardare in casa nostra posso dire che nell'ultimo periodo ho visto benissimo Peluso: non è una sorpresa, lo vedo più sicuro di sé e contro il Cesena è stato bravissimo».

Simone Masper

m.sanfilippo

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