Sabato 01 Settembre 2012

Colantuono: «Contro il Cagliari
non faccio nessuna rivoluzione»

Consueta conferenza stampa alla vigilia della partita (domenica sera alle 20,45 a Quartu Sant'Elena contro il Cagliari) per mister Stefano Colantuono che ha annunciato che non farà nessuna rivoluzione: «In settimana ho soltanto mischiato le carte, potrei anche confermare la squadra che ha giocato contro la Lazio».

Il tecnico non è preoccupato per il ko all'esordio in campionato: «Abbiamo perso, è vero, ma abbiamo avuto le nostre occasioni per segnare. Sul piano fisico, tra l'altro, lo dicono i nostri test, è stata una delle migliori partite da quando sono tornato a Bergamo, al livello di Atalanta-Inter 1-1 e Atalanta-Cesena 4-1. Dobbiamo soltanto continuare a lavorare per trovare il giusto equilibrio».

Colantuono parla anche dei singoli: «Biondini è stato il giocatore che ha toccato più palloni e li ha toccati anche bene, per cui secondo me la sua è stata una prestazione positiva». Il club nerazzurro ha ingaggiato in settimana De Luca, un giocatore che piace al mister: «Può giocare da seconda punta, lo seguivamo da tempo, potrà dare un grande contributo, anche se lo scopriremo strada facendo».

Sul match che sarà giocato a Quartu Sant'Elena dopo una lunga telenovela, Colantuono non si dilunga molto: «Dico solo che sarà strano giocare a porte chiuse, senza pubblico. Per noi è abbastanza indifferente, eravamo pronti a scendere in campo a Trieste, ma abbiamo dato la nostra disponibilità al Cagliari per giocare in Sardegna».

Capitolo calciomercato. Schelotto e Peluso sono rimasti: «E io sono felice che siano restati a Bergamo. Ora tocca a loro dare il massimo per giocare, le regole sono uguali per tutti e tutti devono rispettarle. Non credo comunque a chi dice che ora potrebbero essere meno motivati. Giocheranno ancora al 100%, anche perché ormai sono nel giro della Nazionale e devono continuare a brillare per essere convocati».

Infine, il Cagliari: «I sardi sono rimasti più o meno la stessa, valida squadra dello scorso campionato, si conoscono ancor meglio di noi e dunque ci sarà da soffrire. Per tradizione le trasferte in Sardegna sono ricche di insidie».


m.sanfilippo

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