Infortuni sul lavoro, un gennaio nero: in Bergamasca aumento del 40%

Il raffronto È questo l’incremento secondo i dati Inail rielaborati dalla Cisl Lombardia. Pierluigi Rancati: «La ripresa produttiva e dei servizi ha contribuito, andando oltre le stime».

Infortuni sul lavoro, un gennaio nero: in Bergamasca aumento del 40%

Gennaio 2022 segna in Lombardia un deciso incremento (+74,8%) degli infortuni sul lavoro rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nella Bergamasca si è passati dai 709 infortuni di gennaio 2021 ai 980 di quest’anno, con un incremento di 271 denunce (che indicano una percentuale di crescita di poco inferiore al 40%).

Prendendo in esame anche i dati pre-pandemia, riferiti a gennaio di tre anni fa, il conto risulta comunque preoccupante (40% in più), segno di un rischio maggiore per i lavoratori. Secondo i rappresentanti della Cisl Lombardia la causa sta nella costante carenza di prevenzione, che provoca quotidianamente feriti, più o meno gravi, insieme a troppo morti bianche.

I dati

«Dati alla mano, vediamo come in Lombardia a gennaio 2022 gli incidenti sul lavoro siano aumentati del 74,8% rispetto allo stesso mese del 2021 – commenta Pierluigi Rancati, segretario regionale della Cisl Lombardia –. Non solo: se analizziamo i numeri notiamo come, rispetto a gennaio 2019, in epoca pre-pandemia, l’aumento sia pari al 40%». È quanto emerge dalle elaborazioni condotte dal dipartimento Salute e sicurezza della Cisl Lombardia, sulla base degli ultimi dati Inail. «Come abbiamo già sottolineato, con la ripresa produttiva e dei servizi gli infortuni aumentano anche oltre le possibili stime del tempo di lavoro – prosegue il segretario regionale della Cisl Lombardia –. A gennaio 2022 gli incidenti sono stati 12.794 contro i 7.318 del 2021 e i 9.131 del 2019, quando ancora la pandemia non condizionava i ritmi delle attività produttive. Stiamo vedendo numeri che evidenziano una costante carenza di prevenzione – conclude Pierluigi Rancati –. Dobbiamo invertire la tendenza contro un’insufficiente gestione dei rischi, per mancata formazione e modalità lavorative sempre poco attente alla salute e alla sicurezza dei dipendenti».

Il terziario, che nei due anni contraddistinti dalla pandemia aveva registrato un forte calo, non solo vede un incremento su gennaio 2021, ma anche sui numeri registrati a gennaio 2019, con ben 3.229 casi nel 2022.

Aumento delle denunce di infortunio

L’incremento registrato a gennaio 2022, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, riguarda soprattutto le denunce di infortuni in occasione di lavoro (5.291 in più) rispetto a quelle di infortuni in itinere (185 in più). I dati forniti evidenziano per la prima volta come tutti i macro-settori registrano un aumento delle denunce di infortunio rispetto a gennaio 2021. Il terziario, che nei due anni contraddistinti dalla pandemia aveva registrato un forte calo, non solo vede un incremento su gennaio 2021, ma anche sui numeri registrati a gennaio 2019, con ben 3.229 casi nel 2022.

Se analizziamo quanto è accaduto nelle province lombarde, notiamo che si registra una contrazione degli infortuni solo a Como e Sondrio (rispettivamente 73 e 3 lavoratori infortunati in meno nel raffronto fra gennaio 2022 e gennaio 2021). Fra i territori che hanno subito un maggior incremento di numeri ci sono i territori limitrofi con Brescia che è passata dai 1.025 infortuni del 2021 ai 1.907 del 2022, mentre a Milano sono cresciuti da 2.388 a 5.205.

Sono, inoltre, risultate in crescita le denunce di infortunio per le lavoratrici : da 3.374 del gennaio 2021 salgono a 6.909 nel 2022. Sette infortuni (contro i 5 di gennaio 2021) hanno causato la morte del lavoratore. Sul totale degli incidenti mortali, ben 4 sono accaduti nella provincia di Milano (contro una singola unità registrata sia a gennaio 2019 che a gennaio 2021). Risultano, invece, in calo le denunce di malattie professionali: da 185 del gennaio 2021 passano a 165 dello stesso mese del 2022 e riguardano la gestione industria e servizi.

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