Specialisti e telemedicina, in via Borgo Palazzo apre la Casa di Comunità

Asst Papa Giovanni Nuovi servizi nei padiglioni, venerdì 25 febbraio l’inaugurazione. Cesa: «Piani di cura su misura». E c’è anche la radiologia a domicilio.

Punto unico di accesso (Pua), équipe multidisciplinare, ambulatori specialistici, radiologia domiciliare, punto prelievi: sono alcuni dei servizi innovativi in attivazione nella Casa di Comunità di via Borgo Palazzo, 130 che oggi sarà inaugurata ufficialmente, la prima delle Case di Comunità che opereranno sul territorio di competenza dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo. «La riforma sanitaria lombarda si sviluppa così in nuovi modelli organizzativi che abbiamo pensato per rendere più strutturato il collegamento tra ospedale e territorio e viceversa – sottolinea Simonetta Cesa, direttore sociosanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo –. Questa casa di comunità in Borgo Palazzo non porta con sé grandi novità dal punto di vista “fisico”, nel senso che è allocata negli spazi di quello che era il Presst, (Presidio sociosanitario territoriale) in Borgo Palazzo, spazi che comunque, con un piano di investimenti già delineato, vedranno anche robusti interventi di sistemazione, ma è portatrice di ulteriori percorsi innovativi di cura e dal punto di vista della presa in carico. E i servizi che porta con sé la Casa di Comunità si aggiungono alle offerte già esistenti».

Percorsi personalizzati

L’intento, sulle linee della recentissima riforma regionale e sulle indicazioni della missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), punta a strutturare percorsi personalizzati di cura per gli assistiti e le loro famiglie. Il «cardine» è il Punto unico di accesso, (Pua), dove l’utente viene indirizzato ai servizi più adatti ai suoi bisogni, non solo di tipo sanitario ma anche sociosanitario e sociale. «Un confronto con Ats e con gruppi di medici di medicina generale ci hanno permesso di capire quali fossero le necessità più importanti espresse dal territorio – continua Simonetta Cesa –. Il nuovo modello organizzativo, quindi, è stato delineato tenendo conto di quanto è emerso. La Casa di Comunità perciò, con queste innovative procedure di presa in carico, e nella sua collocazione strategica per la città in Borgo Palazzo, diventa il luogo unico di sviluppo di “piani personalizzati” per i più vari bisogni dell’utenza, proprio nella logica di una integrazione tra i servizi ospedalieri e più strettamente sanitari con l’offerta sul territorio. Le due facce dell’assistenza quindi dialogano di più, con una grande attenzione anche alla domiciliarità».

«Luogo unico di sviluppo di “piani personalizzati” per i più vari bisogni dell’utenza, proprio nella logica di una integrazione tra i servizi ospedalieri e più strettamente sanitari con l’offerta sul territorio»

«E questo è possibile con la creazione di una serie di ambulatori specialistici, attivati nella Casa di Comunità, di diabetologia, geriatria, psicologia, dolore cronico ; con la messa in campo di équipe multidisciplinari con la presenza di specialisti ospedalieri, medici di medicina generale, infermieri di comunità, assistenti sociali dell’Ambito e del Comune, nonché delle figure professionali coinvolte per esempio in servizi di riabilitazione, dagli educatori ai fisioterapisti. Non solo, è prevista l’attivazione della radiologia domiciliare, e lo sviluppo del servizio degli infermieri di comunità che per la nostra Asst, prima in Bergamasca ad attivarli, sono già una realtà da quasi un anno».

Consulenza da remoto

Negli ambulatori, inoltre, e per l’équipe multidisciplinare, sono attive postazioni di telemedicina a cui i medici di assistenza primaria possono collegarsi con gli specialisti per consulti e monitoraggio di pazienti cronici già in carico, e anche il servizio degli infermieri di comunità può integrare i propri interventi al domicilio con strumenti di teleassistenza. Il processo di sviluppo delle nuove modalità di presa in carico sarà comunque graduale, fermo restando il mantenimento dei servizi già presenti in Borgo Palazzo.

«Va sottolineato anche il ruolo dei medici di medicina generale: Attraverso il loro contatto con i pazienti, direttamente dai loro ambulatori, per esempio, potranno avere accesso alle agende di prenotazione»

«Va sottolineato anche il ruolo dei medici di medicina generale – specifica Simonetta Cesa –. Attraverso il loro contatto con i pazienti, direttamente dai loro ambulatori, per esempio, potranno avere accesso alle agende di prenotazione che abbiamo elaborato, dalla diabetologia alla geriatria: le agende sono messe a loro disposizione proprio per un maggiore collegamento tra i servizi specialistici e la medicina del territorio».

Il Punto unico di accesso

La dislocazione dei servizi nella Casa di Comunità di via Borgo palazzo prevede il Pua, Punto unico di accesso nel padiglione 6A : qui è attivo lo sportello polifunzionale che promuove l’integrazione sociosanitaria dei vari servizi, qui si attua l’accoglienza degli utenti sulla base di una loro richiesta, dei medici di base, dei servizi sociali del Comune o degli ospedali; questo servizio è attivo il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12 e su appuntamento in altri giorni e orari (035.2676488, e-mail [email protected]).

Il servizio di infermiere di famiglia e di comunità (Ifec) è al padiglione 10 e al padiglione 6; il servizio eroga cure infermieristiche complesse, a livello individuale e di famiglie, di gruppo e comunitario e opera sia a livello ambulatoriale che domiciliare ; l’accesso può essere diretto o su segnalazione del medico di base, a seguito di dimissioni dall’ospedale o su indicazione dei servizi sociali. Il padiglione 6 ospita anche il Servizio territoriale di valutazione multidimensionale (Stvm), strumento per l’attivazione di azioni integrate tra Ats, Asst e Ambiti riservate alle persone fragili e con bisogni complessi di natura sociosanitaria e socioassistenziale (accesso libero, martedì e venerdì dalle 8,30 alle 13,30; giovedì dalle 14 alle 16,30; 035.2676495, e-mail [email protected]).

Il padiglione 6 ospita anche il Servizio territoriale di valutazione multidimensionale (Stvm), strumento per l’attivazione di azioni integrate tra Ats, Asst e Ambiti

Gli ambulatori specialistici hanno orari differenti e diverse modalità di accesso (su indicazione del medico di base e con impegnativa), mentre la radiologia domiciliare sarà disponibile nella prima fase sperimentale per due giorni a settimana (dalle 8 alle 15,30), con una programmazione della prestazione garantita entro una settimana dalla data di ricezione della richiesta. In fase di attivazione, infine, nel padiglione 10 al piano terra un punto prelievi: il servizio si rivolge ai pazienti cronici in carico ai diversi ambulatori specialistici dell’area medica (epatologia, pneumologia, diabetologia, endocrinologia, medicina interna e reumatologia), con accesso solo su appuntamento, con prenotazione a carico dei servizi che inviano il paziente (da lunedì al venerdì dalle 8 alle 9,30).

Il «via» ufficiale ai servizi della Casa della Comunità avverrà oggi alle 9,30 alla presenza del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, di Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare e di Claudia Terzi, assessore alle Infrastrutture. Il ritrovo è previsto all’esterno del padiglione 6B in via Borgo Palazzo 130; all’evento presenzieranno Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo con Simonetta Cesa, direttore sociosanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

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