Giovedì 05 Dicembre 2013

Carminati: Bergamo non mi vuole

E così l’Aida al Creberg è saltata

Il direttore d’orchestra Fabrizio Carminati

Tra Verdi e Bellini, una diade di successi lontano da Bergamo. Fabrizio Maria Carminati continua a farsi onore lontano dalla sua città. Dopo «Aida » a Marsiglia, con gran successo di pubblico e critica, è toccato a «Capuleti e Montecchi» in quel di Verona, al teatro Filarmonico per la Fondazione Arena di Verona. La sua agenda è molto fitta: porterà «Adriana Lecouvreur» a Bilbao a gennaio con un cast di alto profilo, poi andrà all’Opera House di Muscat in Oman con «Capuleti e Montecchi» dell’Arena di Verona e a Strasburgo con «Amico Fritz», mentre al Comunale di Firenze dirigerà «Le convenienze e inconvenienze teatrali».

«Aida» ha riscosso il plauso della stampa francese, ammirata dalla «trasparenza dei dettagli e dalla ricchezza di colori che Carminati ottiene da ogni sezione dell’orchestra», come ha scritto il quotidiano «La Marsigliese». Anche le recensioni on line («Zibelline», «GB Opera») sono prodighe di elogi al maestro bergamasco, che a Marsiglia è primo direttore ospite: nel 2014 dirigerà «Gioconda» e nel 2015 «Tosca».

L’«Aida» di Marsiglia doveva approdare anche a Bergamo, al Creberg Teatro, saltata quando ormai tutti i dettagli erano stati ampiamente definiti. Marsiglia è l’attuale Capitale europea della cultura, e per Bergamo sarebbe stato anche un viatico simbolico per la sua candidatura. «Il cast è di primissimo piano - racconta Carminati -: il tenore Zoran Teodorovich, il baritono Marco Di Felice, il ben noto mezzosoprano Sonia Ganassi, il soprano Michele Capalbo», che ha sbancato negli Usa come grande voce verdiana.

Come mai a Bergamo quest’«Aida» è saltata?

«Avevo fatto la proposta per tempo, a un certo punto non ho capito che cosa è successo, perché tutto sembrava avviato molto bene, il piano dei costi era assolutamente interessante».

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