La scelta di Oriocenter come set: «Così facciamo esprimere i giovani»

ORIENTAMENTO. Dal sostegno al cortometraggio Le Faremo Sapere alla shortlist del Premio David di Donatello: Oriocenter investe nel cinema come spazio di ascolto e confronto tra imprese e Generazione Z, portando il tema del lavoro fuori dai canali tradizionali e dentro un racconto culturale condiviso.

Portare il tema del lavoro, e in particolare del rapporto tra aziende e giovani, su un palcoscenico come quello del Premio David di Donatello non è un’operazione neutra. È una scelta. Una scelta che Oriocenter ha compiuto decidendo di sostenere un progetto cinematografico capace di raccontare una delle esperienze più delicate per la Generazione Z: il colloquio di lavoro. Il cortometraggio «Le Faremo Sapere», girato da Oki Doki Film all’interno del progetto di Formazione scuola lavoro «Settima Arte» gestito da Skillherz, nasce proprio da qui. Non come strumento di comunicazione aziendale in senso stretto, ma come investimento culturale.

Il lavoro non è un tema astratto: è incontro

«Abbiamo scelto di sostenere questo progetto perché parla di un passaggio reale, che tutti abbiamo vissuto almeno una volta», spiega la Responsabile Marketing di Oriocenter, Antonia Latino. «Il lavoro non è un tema astratto: è fatto di incontri, aspettative, attese. Raccontarlo attraverso il linguaggio del cinema significa renderlo comprensibile e condivisibile». In questo senso, Oriocenter ha deciso di esporsi. Di mettere risorse e visione su un progetto che non semplifica il rapporto tra imprese e giovani, ma ne mostra le tensioni. Il valore dell’operazione sta proprio qui: nell’aver accettato che il cinema diventasse uno spazio di riflessione, non di autocelebrazione.

«Abbiamo creato un contesto autentico per i giovani»

«Non ci interessava “piacere” ai giovani - prosegue la responsabile marketing -. Ci interessava ascoltare, osservare e creare un contesto in cui i giovani potessero esprimersi e confrontarsi con il mondo del lavoro in modo autentico». Il progetto di Formazione scuola lavoro «Settima Arte», sviluppato insieme a Skillherz e giunto ormai alla sua ottava edizione, ha rappresentato il terreno operativo di questa scelta. Non solo un cortometraggio, ma un percorso che ha coinvolto studenti delle scuole superiori, prima in attività formative e poi in un’esperienza di produzione vera, a fianco di professionisti del settore cinematografico. Un modo concreto per avvicinare i ragazzi al lavoro, mostrando loro dinamiche, responsabilità e complessità reali.

Ruolo attivo delle aziende nell’orientamento

«Crediamo che le aziende abbiano un ruolo attivo nel costruire occasioni di incontro con le nuove generazioni», sottolinea ancora la responsabile marketing. «Non basta parlare di giovani: bisogna creare spazi in cui possano mettersi alla prova, sbagliare, imparare». È una visione che va oltre la singola iniziativa e che guarda al territorio come ecosistema, in cui impresa, formazione e cultura possono dialogare. La shortlist del David di Donatello rappresenta un riconoscimento importante, ma non è il punto di arrivo. È la conferma che investire su progetti capaci di tenere insieme contenuto, linguaggio e processo può generare valore anche fuori dai canali tradizionali.

Per approfondire il tema del rapporto tra AZIENDE e GENERAZIONE Z collegarsi al sito dell’Osservatorio Delta Index e di Skillherz

© RIPRODUZIONE RISERVATA