Assegno unico per i figli, nella Bergamasca la misura «ponte» vale 60 milioni di euro

Assegno unico per i figli, nella Bergamasca la misura «ponte» vale 60 milioni di euro

La stima della Cisl sui fondi in arrivo da qui a fine anno: tiene conto dei nuovi aiuti ai lavoratori autonomi e delle maggiorazioni per i dipendenti. Sonzogni: «Ma la formulazione definitiva sostenga di più i nuclei numerosi».

Era stato salutato come il vero elemento di novità del mese di luglio, in attesa della definitiva formulazione dell’assegno unico universale per i figli che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2022 (ma per cui mancano ancora i decreti attuativi). Parliamo dell’assegno temporaneo (At), la misura «ponte» che spetta ai nuclei familiari con figli minori a carico che non hanno diritto all’assegno per il nucleo familiare (Anf) riservato sostanzialmente ai dipendenti: lavoratori autonomi, disoccupati, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, titolari di pensione da lavoro autonomo, nuclei che non hanno uno o più requisiti per godere dell’Anf e percettori del reddito di cittadinanza. Ancora presto per tracciare un primo bilancio delle domande presentate e valutare l’effettiva portata della misura (in vigore da questo mese) sui bilanci familiari, ma si può già fare una stima delle risorse che entreranno nelle tasche dei beneficiari: a Bergamo la misura «ponte» (partita il 1° luglio e valida 6 mesi), comprensiva delle maggiorazioni previste per gli assegni ordinari familiari che spettano ai lavoratori dipendenti, secondo i calcoli della Cisl di Bergamo vale complessivamente 60-65 milioni di euro, di cui poco più della metà per l’assegno temporaneo.

Stime prudenziali che possono desumersi all’interno di un calcolo più ampio a livello nazionale, con le risorse messe a disposizione: 1 miliardo e 390 milioni di euro per le maggiorazioni degli Anf e 1 miliardo e 580 milioni per l’assegno temporaneo, in totale quasi tre miliardi di euro.

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