Cantieri, boom di costi: «Contratti in bilico e rischio di ritardi»
L’aumento dei costi delle materie prime ha forti ripercussioni sui cantieri, sia pubblici sia privati

Cantieri, boom di costi: «Contratti in bilico e rischio di ritardi»

Il ferro è passato da 145 a 310 euro in pochi mesi: «Ma vale per molti altri materiali da costruzione». Ance: «Margini troppo ridotti, necessario compensare».

Per dare un’idea si può fare l’esempio del ferro: dalle rilevazioni mensili dell’associazione dei costruttori edili di Brescia, il suo prezzo è passato dai 145 euro a tonnellata di novembre, ai 310 di questo mese di aprile. E non è un caso isolato: «Lo stesso accade per ghisa, pvc, isolanti – racconta Jonathan Lobati, sindaco di Lenna ma anche “addetto ai lavori” in qualità di geometra in un’impresa edile –. Aumenti francamente inspiegabili, che portano tra l’altro alla riduzione dello sconto che i Comuni possono ottenere in fase di assegnazione dei lavori». Una criticità, quella del rincaro delle materie prime, evidenziata anche da altri sindaci, e che rischia di comportare ricadute pesanti sui cantieri pubblici, oltre che su quelli privati, in un momento che invece vorrebbe essere di ripartenza grazie a fondi e bonus a sostegno dell’edilizia e delle opere pubbliche.

«Abbiamo a che fare non con ordinari aggiustamenti economici, bensì con scostamenti, in un arco temporale molto concentrato, di oltre il 30-40%», conferma Vanessa Pesenti, presidente di Ance, l’associazione dei costruttori di Bergamo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA