Economia / Bergamo Città
Domenica 01 Febbraio 2026
La forza lavoro invecchia, l’età media supera i 41 anni
L’ANALISI. Lo studio Cgia di Mestre sul territorio bergamasco: nel settore privato un terzo dei dipendenti ha più di 50 anni.
Nel 2024, ultimo anno per cui sono disponibili i dati, l’età media dei lavoratori dipendenti del settore privato in Italia ha sfiorato i 42 anni, con un incremento di quattro anni rispetto al 2008, quando si attestava poco sotto i 38. Oggi un dipendente su tre ha superato la soglia dei 50 anni. A rilevarlo è uno studio della Cgia di Mestre su dati Inps, che sottolinea anche come negli ultimi 16 anni l’aumento dell’età media di operai e impiegati sia stato marcato e continuo: «Solo dal 2020 - si legge - il dato ha mostrato una sostanziale stabilizzazione, senza tuttavia invertire la tendenza di fondo verso un progressivo invecchiamento della forza lavoro».
I dati bergamaschi
L’età media dei dipendenti si attesta a 41,26 anni, mentre gli over 50 sono 122.553, il 31,2% del totale
La provincia di Bergamo non si allontana da questo valore: l’età media dei dipendenti si attesta a 41,26 anni, mentre gli over 50 sono 122.553, il 31,2% del totale. Le province italiane più «anziane» sono quelle di Potenza, Terni e Biella, dove la media supera i 43 anni e mezzo, mentre l’unica di poco sotto i 40 anni è Bolzano (39,95).
Lo studio sottolinea come l’invecchiamento della popolazione di lavoratori non sia solo un tema demografico, ma anche un problema economico, soprattutto per le piccole e micro imprese, dove questo squilibrio sta diventando un vincolo strutturale alla crescita. Per le piccole aziende, infatti, il primo rischio è operativo. La carenza di manodopera riduce la capacità produttiva e rende più difficile presidiare ruoli chiave, soprattutto nei settori tecnici e manifatturieri. Non si tratta solo di trovare persone, ma di trovare competenze adeguate in tempi compatibili con le esigenze aziendali.
A ciò si aggiunge il problema della «perdita di capitale umano invisibile», ovvero quelle competenze e conoscenze di processo, oltre alle relazioni con clienti e fornitori, di cui spesso i lavoratori più anziani sono portatori.
L’invecchiamento della popolazione di lavoratori non sia solo un tema demografico, ma anche un problema economico, soprattutto per le piccole e micro imprese, dove questo squilibrio sta diventando un vincolo strutturale alla crescita
Per quanto riguarda i settori, invece, il problema tocca soprattutto i lavori ad alta intensità: le imprese edili, quelle di facchinaggio, l’autotrasporto e i comparti produttivi che sono obbligati a lavorare anche di notte, per citare le principali. In questo caso, all’invecchiamento dei dipendenti si aggiunge il fatto, sempre più evidente, che i giovani non vogliono più fare questi mestieri. L’aumento dell’età delle maestranze, infine, incide anche sui costi. Una forza lavoro anziana è più esposta a infortuni e problemi di salute, con ricadute su assenteismo, premi assicurativi e spese indirette per le imprese.
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