Meccanica artigiana, accordo sull’acconto del contratto: 96 euro

IL RINNOVO. L’intesa dopo una trattativa durata mesi. Le tute blu interessate in Bergamasca sono 17mila. I sindacati: «Buona partenza, ora la parte normativa».

Un Natale più sereno per le migliaia di artigiani della Meccanica che sotto l’albero trovano il rinnovo del contratto, scaduto esattamente da un anno (31 dicembre 2022). Le trattative, che hanno preso il via a luglio con la presentazione, da parte di Fim, Fiom e Uilm, della piattaforma rivendicativa, sono finalmente sfociate in un primo accordo che in Bergamasca coinvolge circa 17 mila tute blu in oltre 5 mila aziende (oltre 500mila i lavoratori in Italia).

Ala fine il negoziato si è sbloccato a meno di due settimane dalla fine dell’anno, proprio sul nodo più dibattuto, legato alla parte economica, con una sorta di «acconto» legato all’anno appena trascorso, il 2023 (il contratto è retroattivo essendo scaduto a fine 2022), che prevede un aumento di 96 euro, di cui 50 euro da questo dicembre e 46 euro dall’aprile 2024. È un primo passo verso il rinnovo complessivo: ora le controparti, Confartigianato, Cna, Casartigiani e Claai da un lato e sindacati dall’altro, intendono chiudere definitivamente la partita già nei primi mesi del nuovo anno, portando la scadenza al 2026.

A gennaio si riparte a trattare

«È un primo risultato molto importante - spiega Mirco Rota che per Fiom-Cgil ha fatto parte della delegazione trattante -, perché il negoziato ci ha impegnato con parecchi mesi. È bene specificare che questo accordo economico è soltanto un acconto, di un contratto che durerà 4 anni. 96 euro per il primo anno, a copertura del 2023, essendo scaduto nel 2022. Si tratta dell’aumento più consistente dal 1980 d oggi». Ma Rota spiega che è solo l’inizio: «Era necessario dare una risposta economica, perché questo era l’unico contratto metalmeccanico, scaduto che fino a questo momento non era stato rinnovato. Faccio notare che l’aumento in busta paga di 96 euro è il più consistente dal 1980 d oggi. Ora siamo determinati a far ripartire da subito la trattativa a inizio 2024, per un rinnovo definitivo: a gennaio per la parte normativa e a settembre per quella economica».

Soddisfatto anche Luca Nieri segretario Fim-Cisl di Bergamo: «Questo era uno dei contratti più importanti che ancora non vedeva un epilogo. Bene che la situazione si sia sbloccata per tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori dopo l’impennata dell’inflazione. A Bergamo la meccanica artigiana è strategica, con nicchie ad alta specializzazione. L’auspicio è che quanto prima si completi il percorso, definendo le linee guida fino al 2026. Oltre a quello economico, l’aspetto delle competenze rimane centrale, per garantire la competitività anche in futuro».

Segnali di soddisfazione anche dalle sigle artigiane: «Era importante chiudere il contratto per recuperare il potere di acquisto dei lavoratori e delle loro famiglie si è indebolito, alla luce della fiammata inflattiva dello scorso anno, purtroppo ancora non esaurita - spiega il direttore di Confartigianato Bergamo Stefano Maroni -. L’intesa conferma l’attenzione che le nostre imprese dedicano ai collaboratori: in una contingenza economica e di mercato complessa ed è un segnale di vitalità dei nostri imprenditori che non si sottraggono al loro ruolo sociale ma si propongono quali protagonisti di un modello di sviluppo economico sostenibile anche per le comunità in cui operano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA