Uniacque, una storia lunga 20 anni: «Tariffe, ipotesi aumento del 2%»

L’ANNIVERSARIO. La società del servizio idrico serve oltre 210 Comuni e un milione di abitanti. Il presidente Serughetti: «Investimenti contro il clima che cambia». L’ad Bertocchi: «Contiamo di espanderci».

Un viaggio nel tempo, seguendo il corso dell’acqua, tra il racconto dei primi passaggi compiuti, dell’evoluzione del modello gestionale, dei traguardi raggiunti e, soprattutto, delle sfide che attendono il territorio nei prossimi anni, tra cambiamenti climatici, resilienza infrastrutturale, qualità del servizio, innovazione tecnologica e sostenibilità. Annunciando il completamento di lavori del valore di 90 milioni di euro - la sostituzione e il potenziamento dell’acquedotto di Algua tra Villa d’Almè e il capoluogo, il potenziamento del depuratore di Bergamo e il monitoraggio delle perdite d’acqua in 42 Comuni orobici - Uniacque ha festeggiato venerdì sera i 20 anni dalla sua fondazione. L’auditorium di piazza della Libertà ha raccolto istituzioni, sindaci e protagonisti della storia del servizio idrico integrato bergamasco, nell’ambito della Giornata mondiale dell’acqua.

Ed è in questa cornice che si è parlato anche dell’aumento delle tariffe: «Ogni due anni c’è la revisione, è una percorso articolato e complesso - ha spiegato Maria Grazia Capitanio, presidente dell’Ufficio d’Ambito (Ato) di Bergamo -. La previsione di aumento è del 2% ma dobbiamo ancora consultare i bilanci e i dati dell’ultimo biennio. Va tenuto conto degli investimenti, ma anche del rincaro nel costo dell’energia. Entro l’estate formuleremo la nostra proposta ad Arera. L’obiettivo, per il futuro del servizio idrico, è duplice: garantire un livello elevato di investimenti e salvaguardare le famiglie con tariffe che siano sostenibili».

«L’acqua è un bene fondamentale, da non sprecare»

A scandire il racconto della serata moderata dalle giornaliste Elisa Cucchi di BergamoTv e Fausta Morandi de L’Eco di Bergamo sono stati tre tempi - passato, presente e futuro - affidati alle voci di chi ha contribuito a costruire il percorso di Uniacque e di chi oggi ne interpreta il compito pubblico. «Dobbiamo fare i conti con il cambiato climatico, Uniacque gioca un ruolo cruciale, con serietà e investimenti - ha detto la sindaca di Bergamo Elena Carnevali -. L’acqua è un bene fondamentale e da non sprecare. Abbiamo un servizio sicuro. Ma ricordiamo i 2 miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso all’acqua».

«Servizio vicino ai territori»

Dopo i saluti al neo eletto presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, si sono alternati Valerio Bettoni, all’epoca presidente della Provincia di Bergamo, e Adriano Musitelli, primo amministratore unico di Uniacque, che hanno ricordato quel 20 marzo del 2006, giorno in cui nacque questa nuova società pubblica per la gestione in house del servizio idrico integrato sul territorio della provincia di Bergamo. «Abbiamo imboccato la strada giusta, per guardare con fiducia ad un bene cruciale come l’acqua», ha detto Bettoni. «All’inizio non è stato facile convincere le società e i Comuni, ma il tempo ci ha dato ragione», ha aggiunto Musitelli. Negli anni il servizio si è strutturato sempre più. E oggi, con 429 dipendenti, 214 Comuni serviti dall’acquedotto, 215 Comuni serviti dalla depurazione e 213 Comuni serviti dalla fognatura, Uniacque raggiunge circa un milione di abitanti. «L’acqua è una risorsa centrale, il presente e il futuro sono ricchi di sfide tra cambiamento climatico, normative che cambiano e nuovi inquinanti, pertanto è fondamentale farci trovare pronti e lo dimostrano i grandi investimenti e progetti che stiamo promuovendo come gli 80 milioni stanziati l’anno scorso», ha spiegato il presidente di Uniacque, Luca Serughetti, ribadendo con forza «il legame tra risorsa, comunità e responsabilità condivisa». Mentre guardando al futuro, l’amministratore delegato Pierangelo Bertocchi ha ricordato come «nei prossimi anni contiamo di accogliere 15 Comuni della Bassa. Siamo pronti e a disposizione per accogliere gli ultimi Comuni rimasti e arrivare a servire tutti i 242 Comuni della Bergamasca. Gli ultimi che mancano sono soprattutto in Alta Valle Brembana. La nostra tariffa media d 1,5 euro al metro cubo è la terza più bassa di Lombardia. Stiamo portando avanti grandi progetti. Il depuratore potenziato consentirà di utilizzare quest’acqua anche per l’agricoltura. E il monitoraggio delle reti, con strumenti tecnologici come i 55mila contatori smart recentemente installati, lo continueremo anche in futuro per contrastare le perdite, che al momento si attestano intorno al 30%».

Nuovo spot e campagna istituzionale

«L’acqua non solo è una risorsa da amministrare, ma una responsabilità condivisa da tramandare»

La presenza di tanti sindaci ha ribadito l’importanza di «un servizio pubblico vicino ai territori e alle comunità». «Il ringraziamento di Uniacque va a tutti i sindaci e ai Comuni del territorio che con una scelta condivisa e lungimirante hanno dato forma a una visione unitaria della gestione del servizio idrico integrato e continuano ancora oggi ad accompagnarne il cammino - ha aggiunto il presidente Serughetti -. L’acqua non solo è una risorsa da amministrare, ma una responsabilità condivisa da tramandare». La serata è stata accompagnata da momenti artistici e narrativi e dalla presentazione del nuovo video spot «Il coraggio di stare insieme» e della campagna istituzionale «L’acqua di Uniacque. Come nasce, è.».

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