Caso Lituania sui 20 anni nel Wto della Cina

Sono passati vent’anni da quel dicembre 2001 in cui la Cina fece il suo ingresso nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), segnando un momento di svolta dell’economia globale. Storici ed economisti, oltre che migliaia di imprenditori (anche italiani), potranno elaborare con cognizione di causa un bilancio di quella scelta, fortemente voluta dalla classe dirigente occidentale di allora, sottolineandone luci e ombre. La cronaca internazionale di questi giorni, per certo, ci ricorda che da quando Pechino è stata accettata nel club planetario degli scambi regolamentati di beni e servizi, la politicizzazione del commercio mondiale non ha fatto che intensificarsi, assumendo forme nuove e non di rado insidiose.

Caso Lituania sui 20 anni nel Wto della Cina

Si prenda il caso delle forti tensioni tra Lituania e Cina, ora alla ribalta sulla stampa internazionale. L’ultimo capitolo della saga conflittuale tra i due Paesi è andato in scena a Pechino a metà dicembre: il personale diplomatico e lo staff lituani hanno infatti scelto di abbandonare la città (come aveva già fatto poco prima l’ambasciatore), dopo che le autorità locali hanno richiesto i documenti d’identità di tutti. Il motivo ufficiale sarebbe stata la volontà cinese di declassare lo status diplomatico dei lituani; tra questi ultimi, al di là dello sgarbo ricevuto, ha prevalso invece il timore per la sicurezza personale.

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