(Foto di ansa)
MONDO. Nessun cacciatorpediniere schierato, ma una chiusura dipendente da valutazioni politiche sui pericoli di terrorismo, malattie e varie da dimostrare a priori. Siamo ancora sul versante degli arrivi da arginare, ispirato alla solita spettacolarizzazione degli annunci.
Ancora norme emergenziali per combattere le immigrazioni, così ha confermato il Governo mercoledì, con una versione light del famoso blocco navale con cui aveva vinto le elezioni tre anni e mezzo fa. Nessun cacciatorpediniere schierato, ma una chiusura dipendente da valutazioni politiche sui pericoli di terrorismo, malattie e varie da dimostrare a priori. Siamo ancora sul versante degli arrivi da arginare, ispirato alla solita spettacolarizzazione degli annunci. Quello che avanza è invece il principio delle partenze forzate, chiamate gentilmente «Remigrazione», ma in realtà con il sottinteso razzista del «rischio» di sostituzione etnica. È il retroterra della proposta di Casa Pound, pubblicizzata mesi fa con uno striscione di 30 metri sulle Mura di Bergamo.
Davanti a un problema serio, da trattare con responsabilità, è un salto di livello che può diventare persino licenza di uccidere
Remigrazione vuol dire rimandare a casa senza complimenti (come? con che costi? e soprattutto con quanta violazione dei diritti umani?) chi è arrivato da noi in fuga non solo da guerre e dittature, ma da fame e disperazione. Davanti a un problema serio, da trattare con responsabilità, è un salto di livello che può diventare persino licenza di uccidere. Il caso dell’Ice trumpiano ha dato corpo ai peggiori incubi. Basta avere delle caratteristiche somatiche non conformi al suprematismo e si può essere arrestati direttamente per strada. Vale anche per un bambino di 5 anni con il cappelluccio buffo. Contestare anche gentilmente («non ce l’ho con te» disse una signora al suo assassino) questa è prova di terrorismo. Si può procedere all’esecuzione seduta stante. Quello che è avvenuto nel Minnesota è molto istruttivo perché indica la differenza tra le semplificazioni populistiche e la realtà. Insomma, la differenza tra la bufala elettorale e la dura lezione del realismo. Quando si diventa Governo. In una società integrata, globale, con poteri chiave delegati a istituzioni sovranazionali, lo spazio agibile è molto ristretto: piaccia o no, destra e sinistra talvolta si assomigliano nelle scelte e si differenziano nella caricatura forzata degli opposti.
I problemi dell’immigrazione, naturalmente, non sono inventati e lo sanno bene i cittadini anche di sinistra delle periferie americane e italiane, che pagano la mancata integrazione e la cinica convenienza di alcuni partiti a lasciare le cose così. Trump ha certamente forza economica e grandi poteri esecutivi e li usa con spregiudicatezza illiberale, mettendo insieme, con grande uso di mezzi finanziari e militari, numeri che sembrano dargli ragione. L’immigrazione clandestina Usa è calata vistosamente sotto la sua presidenza (da 2,7 milioni a 1,3 milioni) ma a quale prezzo? Che dire delle gabbie con i riemigrati in mutande davanti a un ministro wonder woman in stivaloni o della fila di uomini e donne in catene caricati su cargo militari e sbarcati in dimenticate galere centroamericane? Sono temi laceranti che richiedono dignità politica ai partiti. Anche di fronte a casi gravissimi come le violenze di Torino non si può confondere la certezza della pena con l’anticipazione immediata della medesima, come ha fatto il «garantista» Tajani.
I problemi dell’immigrazione, naturalmente, non sono inventati e lo sanno bene i cittadini anche di sinistra delle periferie americane e italiane, che pagano la mancata integrazione e la cinica convenienza di alcuni partiti a lasciare le cose così
Se parlare di dignità può sembrare buonista, e si vuol essere pragmatici e freddi bisognerebbe almeno guardare l’economia e il lavoro, che chiedono intelligenze, braccia, ma anche consumi e tasse. È il ragionamento che in piena era remigratoria ha fatto il primo ministro spagnolo Sanchez, che ha rilasciato senza tanta burocrazia 500mila permessi regolari, in un quadro che segnala già ora il 43% di nuovi posti di lavoro per gli immigrati, il 16% dell’occupazione nazionale. Avrà ben qualcosa a che fare sul ruolo di nuova locomotiva europea rivestito dalla Spagna, che viaggia al +3%, il triplo della media europea e il quadruplo dell’Italia. Meloni non può non saperlo, visto che l’ultimo decreto flussi prevede 165mila arrivi (ma le domande 2026 sono già 40mila in più…). Si fa, ma non si dice, e si preferisce far Capodanno con il capo di Vox spagnolo che attacca Sanchez perché «favorisce l’invasione». Salvini ha già convocato in aprile a Milano proprio sul tema remigrazione una riunione di tutti gli estremisti europei della materia. È partito l’inseguimento di Vannacci?
© RIPRODUZIONE RISERVATA