Le bombe su Leopoli, quei segnali da leggere

Un manifesto pubblicato sui siti d’informazione russi vicini al Cremlino, esplicita quali sarebbero gli obiettivi dell’invasione: annettersi l’Ovest e il Sud dell’Ucraina lasciando a Kiev i territori a Occidente. In un’intervista Pjotr Tolstoj, trisnipote del grande scrittore Liv, autore di «Guerra e Pace», ma soprattutto vice presidente della Duma (la Camera bassa del Parlamento) ha dichiarato che l’«operazione militare speciale» russa andrà avanti «gradualmente» finché Mosca lo riterrà opportuno.

Le bombe su Leopoli, quei segnali da leggere
Il centro di Leopoli in Ucraina
(Foto di ansa)

«Penso che finiremo quando arriveremo al confine con la Polonia» ha poi minacciato. In questa ottica va inquadrato il lancio di missili martedì scorso su Leopoli, a 76 km dalla frontiera polacca, che hanno distrutto una centrale elettrica e infrastrutture ferroviarie di quella che è chiamata anche «la piccola Vienna». Alla periferia dell’impero austro-ungarico, la capitale della Galizia nel XIX secolo aveva il nome di Lemberg. Dopo la Prima guerra mondiale fu incorporata nella Polonia indipendente e divenne Lwow. Occupata dai sovietici nel 1945, oggi si chiama Lviv in ucraino. Un gioiello architettonico patrimonio dell’umanità Unesco. Ma le guerre prendono di mira le persone, figurarsi se risparmiano i luoghi di pregio artistico. Ci sono molti precedenti: lo stupendo ponte ottomano «Stari Most» di Mostar fu abbattuto dai croato-bosniaci il 9 novembre 1993 e poi ricostruito grazie anche a contributi italiani.

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