( foto ansa)
Quest’anno il Primo Maggio ha come tema il lavoro dignitoso. Ma non c’è dignità senza una retribuzione adeguata: per ottenerla, la prima cosa da fare è rinnovare i contratti di lavoro. Pratica del tutto disattesa, per esempio, con i contratti della sanità, dell’assistenza privata ospedaliera e del socio-sanitario in stallo rispettivamente dai 6 ai 13 anni. Ad aggravare, poi, la situazione si aggiunge il continuo moltiplicarsi dei «contratti pirata» i quali creano condizioni peggiorative dal punto di vista normativo e salariale. Un dumping contrattuale che da tempo il sindacato confederale è impegnato a eliminare. Infatti, è interesse di tutti rimettere al centro il protagonismo del lavoro stabile, ben retribuito e contrattualizzato. Tutto ciò rappresenta una leva essenziale di giustizia sociale capace di governare in modo equo i cambiamenti in atto, generando coesione e crescita.
Tra i temi che vanno sicuramente affrontati, anche nella nostra provincia, vi è quello della casa, che sta diventando una vera emergenza. Un salario dignitoso dovrebbe prevedere per tutti la possibilità di accedere alla casa, bene primario irrinunciabile. Per far questo risulta indispensabile attuare una politica abitativa di intervento pubblico che non lasci la regolazione al libero mercato. Se consideriamo l’Italia come seconda manifattura europea e la Bergamasca capace di esportare 20 miliardi annui di Pil, un altro tema urgente da affrontare per il futuro del lavoro riguarda l’energia. Dobbiamo doverosamente porre attenzione all’approvvigionamento energetico indispensabile per qualsiasi tipo di sviluppo. Dobbiamo scegliere su quali fonti energetiche puntare negli anni futuri. Un dovere sul quale non possiamo esitare altrimenti rischiamo l’indebolimento del nostro settore produttivo. Purtroppo dobbiamo constatare, che per ciò che riguarda le fonti rinnovabili, le Regioni italiane sono in ritardo nell’individuazione delle aree idonee all’installazione degli impianti. In base alla normativa europea, la mappatura delle aree doveva essere ultimata entro il 31 agosto 2025.
Il quadro italiano è ulteriormente appesantito da una situazione internazionale molto fragile. Il moltiplicarsi dei conflitti e delle continue e imprevedibili crisi condiziona pesantemente il nostro sistema economico. In un’economia sempre più interconnessa, il blocco del petrolio nello Stretto di Hormuz rischia di generare una crisi economica di ampia portata che interesserà i settori dei trasporti e del turismo. La preoccupazione è alta anche in una provincia forte come la nostra che in questi ultimi periodi vede il massimo dell’occupazione con più di 500mila occupati e con il tasso di disoccupazione più basso d’Italia. Quest’anno la manifestazione nazionale si terrà a Marghera dove l’azienda InvestCloud Italy, attiva nell’offrire piattaforme digitali per la gestione del patrimonio e soluzioni software alle istituzioni finanziarie, ha deciso il licenziamento di tutti i suoi 37 dipendenti per cessazione dell’attività nella sede veneziana motivando tale decisione con l’inserimento di processi produttivi basati sull’Intelligenza Artificiale. Ciò ci porta a considerare come l’IA inciderà in maniera significativa sulla società e sul lavoro. Dobbiamo rimanere vigili sui rischi etici e sociali di una tecnologia veloce e pervasiva, tenendo come riferimento l’assunto che il futuro del lavoro non è predeterminato. L’IA può essere sia un moltiplicatore di opportunità sia un acceleratore di disuguaglianze, può aiutarci a ridurre gli infortuni e migliorare l’ambiente di lavoro ma può trasformarsi in una nuova forma di controllo e di sfruttamento.
Come Cisl sosteniamo da tempo la necessità di una formazione continua parte integrante dell’orario di lavoro, indispensabile per accompagnare le persone ad affrontare le sfide e le trasformazioni del lavoro. A noi come sindacato compete provare a costruire insieme un lavoro migliore, rafforzando gli organismi internazionali e il modello di economia sociale di mercato dell’Europa, per consolidare la democrazia e contrastare i prepotenti a difesa dei più deboli. Occorre favorire il dialogo e il confronto. Non solo il conflitto. Servono responsabilità e partecipazione per una crescita economica e sociale inclusiva. Per questo proponiamo un patto sociale per la crescita e lo sviluppo, consapevoli che tocca anche a noi questo impegno di ricomposizione.
Festeggiamo oggi il lavoro insieme, non come apatici consumatori, come ci vorrebbe il mercato, ma come attivi lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, che ancora sognano di costruire un mondo migliore. Buon Primo Maggio a tutti e a tutte.
Segretario generale Cisl Bergamo
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