Per fortuna c’è Mattarella, lo sgarbo del cavaliere

Il commento. Per fortuna c’è Mattarella, colui che ci protegge dall’alto del Colle. È questa la prima osservazione che si può fare all’improvvida uscita di Berlusconi, per il quale se il presidenzialismo entrasse in vigore «sarebbero necessarie le dimissioni di Mattarella per andare all’elezione diretta del Capo dello Stato». Poi, come da copione, il prestigiatore di Arcore ha cercato di ridimensionare l’esternazione, negando di aver attaccato il presidente e di volerne lo sfratto, spiegando che, con la riforma, l’elezione diretta del nuovo inquilino del Quirinale sarebbe una cosa «ovvia e scontata».

Per fortuna c’è Mattarella, lo sgarbo del cavaliere
Sergio Mattarella e Silvio Berlusconi
(Foto di Ansa)

Può darsi (davvero?) che quella di Berlusconi sia una voce dal sen fuggita, in ogni caso si tratta di uno sgarbo istituzionale, una mancanza di rispetto verso Mattarella da parte di un uomo che, rientrato in scena dopo 9 anni di obbligata assenza dal Parlamento, si vorrebbe alla presidenza del Senato, seconda carica dello Stato. E un errore politico: dà involontariamente una mano a Letta, che ha posto la «questione democratica» nei confronti di questa destra, e mette in difficoltà l’«operazione credibilità» di Giorgia Meloni che, pur presidenzialista, s’è limitata a poche parole sulle virtù di questo sistema costituzionale, lasciando a La Russa il compito di abbozzare qualche distanza da Berlusconi. Un tentativo di trascinare le istituzioni nel frullatutto della campagna elettorale, una manovra d’accerchiamento verso Mattarella, da poco rieletto, l’impeccabile garante della tenuta democratica e dei valori repubblicani, destinatario di un gradimento molto alto dei cittadini? Il presidenzialismo è sempre stato un cavallo di battaglia di Berlusconi, oltre che della destra di derivazione missina, e l’entrata a gamba tesa del signore di Arcore reca l’impronta del passato che diventa la misura per interpretare il presente.

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