Sull’Ucraina dibattito pubblico scadente

Non è serio dare in pasto ai talk show il conflitto in Ucraina, con il suo carico di immani tragedie e violenze inaudite. Tanto più se all’operazione si allinea anche la Rai, il servizio pubblico che dovrebbe mantenere uno stile informativo misurato. La lezione del Covid non è servita a niente.

Sull’Ucraina dibattito pubblico scadente
Più di 400 persone sono scomparse dalla città ucraina di Gostomel
(Foto di ansa)

Lo schema di questi format è collaudato: si mettono sul «ring» due o più esperti (non sempre tali per la verità), tanto meglio se narcisi e impulsivi, e si dà il via al dibattito, che presto scade in una sovrapposizione di voci, una cacofonia che rende gli argomenti incomprensibili, quando non degenera addirittura nella rissa verbale. Almeno la Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi si è accorta di questa deriva ed ha proposto un cambiamento in cinque punti: ospitare in trasmissione solo persone di comprovata competenza e autorevolezza; prevedere una rotazione delle presenze per favorire la pluralità delle voci; privilegiare presenze a titolo gratuito; evitare la rappresentazione teatrale degli opposti e delle contraddizioni, alla ricerca della spettacolarizzazione e del dato di ascolto; contrastare la disinformazione, garantire la veridicità delle notizie e delle fonti, puntando ad assicurare l’equilibrio corretto delle posizioni esposte. Un tentativo per «uscire dal format delle tifoserie che domina tutti i talk», ha osservato Francesco Siliato, patron di Studio Frasi, specializzato nell’analisi dei dati radio e tv: «Ormai alla riflessione si preferisce il dibattito urlato, sperando di far salire gli ascolti. Ma non funziona: con la guerra lo share dovrebbe schizzare alle stelle e invece spesso accade il contrario. Chiaro il motivo: su temi complessi i battibecchi creano solo confusione, non aiutano la comprensione e la gente cambia canale». Nei talk show manca poi il senso del dramma: si è riusciti a litigare anche sulle immagini strazianti delle esecuzioni di persone, compresi i bambini, nella cittadina ucraina di Bucha. C’è poi una confusione tra le opinioni e i fatti: le prime sono giudizi personali, i secondi avvenimenti inoppugnabili. E nel format da ring prevalgono spesso più i primi che i secondi.

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