Il governo senza pace. E Salvini in attesa
ITALIA. Non c’è pace per il governo e la maggioranza.
Non bastassero le guerre, i rapporti con Trump, i prezzi dell’energia e i rischi di razionamento, la crisi economica che ha già taglieggiato le previsioni del Pil, e tutto quello che fa impazzire lo scenario geopolitico globale: ecco, come se non bastasse la sconfitta del referendum con le sue conseguenze, Giorgia Meloni è alle prese con il cosiddetto caso Conte-Piantedosi, ossia la rivelazione di una «liaison» tra una giovane giornalista-attrice e l’attempato ministro dell’Interno, che è marito e padre.
Rivelazione fatta per volontà della stessa giovane (peraltro durante una trasmissione con un conduttore legato alla destra). Sembra insomma un nuovo caso Sangiuliano. I siti di gossip stanno battendo a tutto spiano il fangoso sottobosco romano per capire come la cosa è nata, come è cresciuta e come potrebbe finire. Naturalmente tutti ripetono: «La vita privata è privata», ma resta che il ministro dell’Interno è sempre più in difficoltà, in imbarazzo, con l’opposizione e i media della sinistra che vogliono sapere se la giornalista abbia ricevuto incarichi e magari emolumenti pubblici grazie al rapporto intimo con ministro. In quel caso, sarebbero inevitabili le dimissioni di Piantedosi.
Lo scenario futuro
Non si è però ancora trovato altro che una consulenza (gratuita) in una commissione parlamentare e un contratto con la Rai (Radio1). Ora, il punto politico va al di là del gossip: se Piantedosi si dimette, il rimpasto è inevitabile visto che c’è già Santanchè da rimpiazzare oltre a Delmastro e a quattro altri sottosegretariati rimasti vacanti. Un rimpasto così ampio giustificherebbe un passaggio al Quirinale e poi alle Camere per dar vita a quello che sarebbe politicamente se non tecnicamente un governo Meloni 2.
Non solo, Matteo Salvini ha fatto subito sapere - decisamente con poco stile - che se Piantedosi si dimette e si va al rimpasto, il suo posto è già prenotato da lui: «Per la Lega resta un obiettivo». È la ragione per la quale un fedelissimo delle sorelle Meloni, il capogruppo di FdI Donzelli ha fatto muro: «Piantedosi non si tocca, è un ottimo ministro, il resto non ci interessa». A Palazzo Chigi infatti non hanno alcuna intenzione di aprire una discussione sull’assetto del governo.
Le situazioni critiche all’interno della maggioranza
Anche perché, elencando: ci sono i guai giudiziari di Delmastro che oltretutto si vanno allargando in Piemonte, c’è il caso Almasri che coinvolge l’ex capa di Gabinetto di Nordio Bartolozzi e lo stesso ministro, ci sono gli esplosivi scandali siciliani, senza dimenticare che c’è anche la mina vagante di Santanchè. Le dimissioni di un ministro dell’Interno finora solido e stimato come Piantedosi sarebbe come scatenare un vespaio. Se poi si guarda ai sondaggi e si vede che il Campo largo ha leggermente superato il centrodestra e che Fratelli d’Italia sta un po’ calando, il quadro si completa nel nero più totale. Meloni è ragionevolmente nervosa.
La situazione nel campo largo
A proposito di Campo largo, anche qui naturalmente ci sono acque agitate. Il super progressista Conte, quello che ogni giorno attacca Trump, l’America, Israele e «le guerre illegali», ha avuto un cordiale incontro di un’ora e quaranta minuti con un emissario proprio di Trump, certo Piazzolli che pare che alla Casa Bianca conti parecchio. Imbarazzo generale ma soprattutto irritazione del Pd. Tutto pepe per rendere ancora più saporita la gara per la candidatura alla premiership della sinistra alle prossime elezioni. Conte è scattato in avanti parlandone subito dopo la vittoria referendaria, Schlein è stata costretta a frenare di fronte alla richiesta dei 5 Stelle: primarie «aperte» a tutti i cittadini che sono, come Schlein sa molto bene, ricche soprattutto di imprevisti.
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