Referendum, in Bergamasca alle urne in 846mila - Le informazioni sul voto

IL VOTO. Domenica 22 marzo (dalle 7 alle 23) e lunedì 23 marzo (dalle 7 alle 15) si voterà in 983 sezioni. In città 97.349 elettori, tra cui 858 neodiciottenni. Palafrizzoni ha rilasciato 3.375 nuove tessere, in campo 111 presidenti e 340 scrutatori.

Appuntamento alle urne per oltre 846mila bergamaschi - di cui quasi 100mila nel capoluogo di provincia - che tra domenica (dalle 7 alla 23) e lunedì (dalle 7 alle 15) saranno chiamati ad esprimersi sul referendum sulla giustizia. Il conto alla rovescia sta per terminare e la macchina elettorale è pronta. In Provincia, stando ai dati diffusi dalla Prefettura, si voterà nelle 983 sezioni disseminate in 378 plessi, su tutto il territorio orobico.

I numeri in città

A Bergamo gli aventi diritti al voto sono 97.349 cittadini, tra cui una settantina di ultracentenari e 858 neodiciottenni. I più giovani elettori del capoluogo diventeranno maggiorenni proprio domani e avranno la possibilità di festeggiare il compleanno recandosi alle urne per la prima volta nella loro vita. Saranno invece 8.871 i cittadini iscritti alle liste elettorali del Comune di Bergamo che voteranno dall’estero, esercitando questo diritto per corrispondenza.

In città saranno operativi 103 seggi ordinari, oltre ad 8 seggi speciali. Delle 26 sedi di seggio elettorale disseminate in tutto il capoluogo più della metà - 16 - è non scolastica, confermando l’impegno del Comune per far sì. dove possibile, che le operazioni di voto non impattino sulle attività didattiche. A garantire il corretto e regolare svolgimento di tutte le procedure una «task force» composta da 111 presidenti di seggio, 103 segretari e 340 scrutatori. Proprio per quanto riguarda gli scrutatori, domani alle 16 ci sarà lo possibilità di presentarsi presso lo sportello polifunzionale «Bergamo Facile» a Palazzo Uffici in piazza Matteotti, per eventuali sostituzioni in base alle necessità emerse in fase d’insediamento dei seggi.

Angeloni:«A Loreto, Celadina, Redona si potranno ritirare le tessere elettorali»

In totale sono circa 120 le unità del personale di Palazzo Frizzoni impegnate a vario titolo per tutte le attività e gli adempimenti, a cui va sommato il personale della polizia locale. A loro ha voluto rivolgere un «grande ringraziamento» l’assessore comunale a Servizi demografici ed elettorale, Giacomo Angeloni: «Come sempre l’impegno per le elezioni è notevole, ringrazio tutta la struttura in campo con serietà e professionalità. L’obiettivo è garantire ai cittadini la possibilità di votare in serenità, senza difficoltà, semplificando la vita agli elettori. Proprio per questo nella giornata di domenica 22 saranno aperte tre sedi decentrate del Comune, a Loreto, Celadina, Redona, operative dalle 9 alle 13 per il rilascio dei duplicati e/o l’aggiornamento delle tessere elettorali».

Oltre a queste aperture decentrate nei quartieri, anche quella dello sportello di Palazzo Uffici, aperto ieri (8,30-12,30 e 14,30-18), oggi (8,30-12,30 e 14,30-18,30) e poi nei giorni e negli orari del referendum, domani (7-23) e lunedì (7-15).

Il lavoro degli uffici del Comune

Solo nella giornata di sabato, fanno sapere dal Comune, sono state rilasciate 42 carte d’identità. La macchina comunale è in moto da tempo. I duplicati di tessere elettorali emessi dal gennaio con la pubblicazione in Gazzetta del decreto di indizione del referendum fino ad oggi sono stati 1.475, di cui ben 921 nel corso delle ultime due settimane. In totale, in vista di questa consultazione referendaria, sono state 3.375 le tessere elettorali emesse per neoresidenti e neoelettori, come chi ha raggiunto la maggiore età o chi, invece, ha acquisito la cittadinanza. I tagliandi adesivi di aggiornamento sono stati oltre 5mila, di questi 1.566 sono stati emessi a seguito di cambio di residenza e 3.456 per cambio di seggio a Loreto.

Una scheda, un solo quesito

Tre righe e mezzo di testo, incorniciate di bianco al centro di una scheda di colore verde, e poi le due caselle: «Sì» e «No». È ciò che troveranno di fronte gli elettori per il referendum costituzionale su giustizia e magistratura: si vota domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle ore 23, e lunedì 23 marzo, dalle ore 7 alle ore 15. Essendo un referendum costituzionale, non c’è il quorum: l’esito sarà valido a prescindere dal numero di votanti.

Il quesito è il seguente: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».

Il quesito è il seguente: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».

Non serve il quorum

Un’unica scheda, un unico quesito: la riforma va confermata o respinta in blocco, non era possibile spacchettare il quesito, poiché la legge di revisione costituzionale è stata approvata «in blocco». E, di fatto, il testo della domanda posta agli elettori, come già capitato in precedenti referendum costituzionali, è necessariamente snello e non entra nei tecnicismi della riforma. Cita però tutti e sette gli articoli della Costituzione che vengono modificati e il riferimento normativo della legge di revisione costituzionale pubblicata in Gazzetta ufficiale dopo l’approvazione in doppia lettura da parte del parlamento.

Nel dettaglio, l’articolo 87 – relativo ai poteri del presidente della Repubblica – viene adeguato alla previsione del doppio Consiglio superiore della magistratura: il capo dello Stato presiederà sia il Csm giudicante sia il Csm requirente.

L’articolo 102 introduce di fatto la separazione delle carriere, specificando che le norme sull’ordinamento giudiziario «disciplinano altresì le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti».

È attraverso la riscrittura di altri due articoli che la separazione prende forma. L’articolo 104, mantenendo la formula secondo cui «la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere», fissa la divisione delle carriere tra giudicanti e requirenti e illustra la composizione dei due nuovi Csm.

L’articolo 105, poi, sostituendo la versione originaria, delinea le competenze dei due Csm (assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità, conferimenti di funzioni) e istituisce l’Alta Corte disciplinare, cui appunto afferisce l’esercizio disciplinare, e ne spiega la composizione.

All’articolo 106 viene aggiunta la possibilità di nominare per meriti insigni un pubblico ministero (con almeno 15 anni di esperienza) come consigliere (cioè giudice) di Cassazione.

La modifica dell’articolo 107, inerente l’«inamovibilità» dei magistrati, è un passaggio tecnico per aggiornare anche qui l’introduzione del doppio Csm; accade anche per l’articolo 110, incentrato sulle competenze del ministro della Giustizia (vi era un riferimento al Csm).

Se vincerà il «sì», la riforma sarà approvata, entrerà in vigore il nuovo testo della Costituzione ed entro un anno dovranno essere adottati gli ulteriori provvedimenti normativi – con procedura ordinaria – necessari al funzionamento dei nuovi Csm e dell’Alta Corte; se vincerà il «no», resteranno la Costituzione vigente e il Csm attuale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA