Cronaca / Bergamo Città
Mercoledì 21 Gennaio 2026
Addio al sindacalista Gianni Peracchi: «Credeva nel lavoro come leva di dignità»
IL LUTTO. L’ex segretario generale della Cgil è scomparso a 67 anni. Toscano: «Era empatico». Carnevali: «Valorizzava i lavoratori».
Un attacco cardiaco. E Gianni Peracchi, una vita nella Cgil bergamasca, se n’è andato lunedì 19 gennaio, all’ospedale Bolognini di Seriate. Il sindacalista di Gazzaniga aveva appena compiuto 67 anni. Martedì 20 è stato ricordato da tanti che ne hanno messo in luce la natura empatica, comunicativa, e l’operato saldamente pragmatico e riformista, stringendosi al dolore dei familiari. Peracchi guidò la Funzione pubblica dal 1992 al 2000, il sindacato Pensionati dal 2008 al 2016 e fu segretario generale della Cgil di Bergamo, succedendo a Luigi Bresciani, dal 2016 al 2023. Chi ne ha raccolto l’eredità, Marco Toscano, ha così commentato la sua scomparsa: «La morte di Gianni ci lascia sconvolti. Per tutti noi non era solo il sindacalista scrupoloso e appassionato che in molti conoscevano. Gianni era una persona sincera e generosa, capace di entrare in empatia con gli altri e, proprio per questo, di coglierne la condizione e i bisogni. In Camera del Lavoro tutti ricordiamo la sua simpatia e il suo sorriso, il suo essere sempre pronto a iniziare nuovi progetti e a sostenere chi li intraprendeva».
Ricordi e rimpianti sono venuti dalla politica. La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ripercorre la sua carriera in parallelo con l’attività sindacale di Peracchi: «Lo ricordo già quando era segretario della Funzione Pubblica, impegnato nella valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Il suo impegno è poi proseguito nel sindacato pensionati, proprio negli anni in cui ricoprivo l’incarico di assessora alle Politiche sociali». Ha aggiunto: «Insieme abbiamo lavorato su temi cruciali come le Rsa, la compartecipazione alle rette fino alla definizione di un nuovo regolamento, e la promozione del Punto Unico di Accesso ai Servizi Sociali. Durante i miei 10 anni da parlamentare, in cui fui relatrice sui Lea e impegnata nella predisposizione della legge sulla non autosufficienza, approvata poi nel 2024, Gianni fu una presenza preziosa e sostanziale». Gabriele Giudici, segretario provinciale del Pd, ricorda che Peracchi aveva «una convinzione chiara: il lavoro come motore della società, la giustizia sociale come orizzonte non negoziabile, la partecipazione come antidoto alla semplificazione e ai populismi ed il valore fondamentale del dialogo trasversale a difesa del lavoro buono». Sulla stessa linea il commento del senatore dem Antonio Misiani, secondo cui «Bergamo perde una figura importante e io un amico. Era aperto al confronto, riformista nel senso più alto del termine. Sapeva ascoltare. Sapeva unire. Era un punto di riferimento vero per chi crede nel lavoro come leva di dignità e progresso». Giorgio Gori si è detto «molto addolorato. Sono sinceramente vicino alla grande famiglia della Cgil bergamasca, cui ritengo Gianni abbia dato, con intelligenza e passione, un grande contributo».
La commemorazione sarà giovedì 22 gennaio alle 9,30 presso il parcheggio del Mercato di Gazzaniga
Fra coloro che lo conobbero meglio è Orazio Amboni, responsabile Welfare della Cgil: «Peracchi era molto legato alle sue origini in Val Seriana, ed era cresciuto con Ireneo Cagnoni. Per questo soffrì moltissimo quando il Covid investì Nembro, Albino, la sua Gazzaniga e l’ospedale di Alzano. Apparteneva alla corrente moderata, riformista. Tra le cose fatte insieme, ricordo soprattutto il suo atteggiamento concreto, da sindacalista autentico, che mostrò quando ci fu la riforma delle Ipab, le case di riposo: preparò uno statuto-tipo che fu copiato da tutti. Era la sua misura di sindacato propositivo». Dal punto di vista strettamente umano, ha continuato Amboni, «Gianni era simpaticissimo, amava scherzare facendo le imitazioni: era straordinario, sembrava Alighiero Noschese. Appassionato di rocce e di minerali, rischiò la vita almeno due volte nelle grotte della sua Val Seriana».
«Straordinarie capacità e costante impegno»
L’omaggio è giunto anche dai sindacalisti delle altre sigle. Il segretario generale della Cisl, Francesco Corna, ha sottolineato come, nei tempi del Covid, «abbiamo lavorato bene insieme, quando abbiamo scritto, per primi a Bergamo, con Ats e Confindustria, le norme sul distanziamento nei luoghi di lavoro. Gianni era una brava persona, sempre corretto e pacato». Per l’ex segretario della Camera Sindacale Uil, Angelo Nozza, «Peracchi ha dimostrato coraggio anche nell’assumere posizioni talvolta difficili, animato da un forte senso di responsabilità. Con lui abbiamo condiviso una fase particolarmente delicata, soprattutto durante il periodo pandemico, collaborando per offrire un contributo concreto alla gestione di una delle stagioni più complesse per il Paese», mentre il coordinatore Uil, Pasquale Papaianni, lo definisce «una grande figura del sindacato, un dirigente di alto profilo, dotato di straordinarie capacità e costantemente impegnato a favorire l’unità sindacale». La salma di Peracchi è ora composto nella casa del commiato di Gazzaniga in via Salici 6 (orario visite 8,30 - 12 e 14 - 19). La commemorazione sarà giovedì 22 gennaio alle 9,30 presso il parcheggio del Mercato di Gazzaniga, in via Caduti di Superga.
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