Venerdì l’autopsia sul corpo di Valentina Sarto. Alle 20.30 fiaccolata silenziosa, giovedì un momento di commemorazione - Foto e video
DOPO IL FEMMINICIDIO. Il ritrovo a Bergamo, in via Pescaria 26 dove si è consumato il delitto. Sarà una fiaccolata commemorativa e silenziosa in memoria della 41enne. Lo sgomento del Consiglio delle donne di Bergamo.
Bergamo
Il Comune di Bergamo con la rete interistituzionale Antiviolenza Bergamo-Dalmine di cui è capofila, promuove per venerdì sera 20 marzo, una fiaccolata silenziosa in memoria di Valentina Sarto, vittima dell’ennesimo femminicidio. L’iniziativa vuole essere un momento di raccoglimento e di vicinanza, ma anche un segnale forte di impegno collettivo contro ogni forma di violenza sulle donne.
Giovedì un momento di raccoglimento
Nel frattempo un momento di commemorazione è stato organizzato alle 18 di giovedì 19 marzo davanti all’abitazione di Valentina Sarto, in via Pescaria: «La violenza sulle donne non ha mai scusati» si legge su uno striscione. Un presidio silenzioso al quale hanno partecipato soprattutto i residenti della zona e numerose donne. Presenti i rappresentanti del Cte di San Colombano e la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, molto provata dal tragico fatto.
«Grazie a tutti per essere qui in questo momento - ha preso la parola Egidio Siciliano, presidente del Cte di San Colombano -. Ci è stato chiesto con forza dalla gente che vive il nostro quartiere di mostrare una presenza. Se non teniamo accesa noi questa fiaccola le cose andranno sempre peggio. E la cosa più grave è che passi come una cosa ripetitiva. Essere presenti qui stasera significa ribadire che non vogliamo disinteressarci di queste vigliaccherie».
Venerdì il corteo alle 20,30
Venerdì 20 marzo la fiaccolata partirà alle ore 20,30 sempre dalla casa di Valentina, via Pescaria 26, per poi proseguire lungo via Crescenzi fino a raggiungere il piazzale dello Stadio New Balance Arena. Il Comune invita la cittadinanza a partecipare e le associazioni del territorio ad aderire, per testimoniare insieme una presenza condivisa e un impegno che deve essere quotidiano.
Sempre venerdì è stata fissata l’autopsia sul corpo di Valentina Sarti: sarà così possibile ricostruire con chiarezza gli ultimi istanti della donna.
Il consiglio delle donne: «Dolore e sgomento»
«Il Consiglio delle Donne esprime profondo dolore e sgomento per la tragica uccisione avvenuta a Bergamo, un ennesimo atto di violenza che colpisce una donna e, con lei, l’intera comunità. In questo momento di immensa sofferenza, rivolgiamo la nostra più sincera vicinanza alla famiglia della vittima, agli affetti più cari e a tutte le persone che le hanno voluto bene. Il loro dolore è anche il nostro». Lo scrive in una nota il Consiglio delle donne del Comune di Bergamo.
«Il femminicidio non è un fatto isolato, ma il risultato estremo di una visione arcaica e di prevaricazione che ancora oggi permea la società e che va contrastata con strumenti educativi, politici e sociali»
«Questo drammatico evento richiama con forza l’urgenza di continuare a lavorare, con determinazione e responsabilità collettiva, per contrastare ogni forma di violenza basata sul genere. Come Consiglio delle Donne, ribadiamo il nostro impegno quotidiano nella promozione di una cultura fondata sul rispetto, sull’autodeterminazione e sulla libertà di ogni donna» spiega il Consiglio che continua nella nota: «I valori che guidano la nostra azione affondano nelle radici della tutela dei diritti: il rifiuto di ogni forma di sopraffazione, la difesa della dignità umana, la costruzione di relazioni basate sull’uguaglianza e sul riconoscimento reciproco. Il femminicidio non è un fatto isolato, ma il risultato estremo di una visione arcaica e di prevaricazione che ancora oggi permea la società e che va contrastata con strumenti educativi, politici e sociali».
«Rafforziamo le politiche di prevenzione»
«Chiediamo alle istituzioni, alle realtà educative e a tutta la cittadinanza di non rimanere indifferenti. È necessario rafforzare le politiche di prevenzione, sostenere i centri antiviolenza e promuovere percorsi di educazione al rispetto e alle differenze, a partire dalle nuove generazioni. Non possiamo più permettere che la violenza contro le donne venga tollerata o minimizzata. Ogni donna ha il diritto di vivere libera e sicura. Il Consiglio delle Donne continuerà a farsi voce di questo impegno, affinché tragedie come questa non si ripetano».
Sul tema interviene anche la portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche di Bergamo, Romina Russo:L’uccisione di Valentina Sarto, vittima dell’ennesimo femminicidio a Bergamo, ci colpisce profondamente. «Come comunità della Conferenza delle Donne Democratiche e del Partito Democratico ci stringiamo con dolore ai suoi familiari e ai suoi amici. Di fronte a tale violenza, l’indignazione non può più bastare: la violenza maschile contro le donne è un fenomeno strutturale che richiede determinazione e strumenti adeguati».
«Serve un cambiamento culturale radicale»
«Rafforzare le norme penali non basta: serve un cambiamento culturale radicale. La morte di Valentina non è un evento isolato, ma il tragico epilogo di una catena di violenze spesso ignorate o sottovalutate. La radice del problema risiede in una cultura patriarcale ancora diffusa, che tollera e normalizza comportamenti prevaricatori e sessisti. Per questo, l’azione non può esaurirsi nella pur necessaria punizione dei colpevoli, ma deve concentrarsi sulla prevenzione, a partire dalle giovani generazioni».
«È inoltre indispensabile mettere a disposizione risorse adeguate ai centri antiviolenza, che rappresentano il presidio fondamentale di tutela, accoglienza e prevenzione socioculturale sul nostro territorio»
«Come Conferenza delle Donne Democratiche di Bergamo, chiediamo con forza la piena attuazione della normativa vigente, in particolare della Convenzione di Istanbul, della legge antiviolenza del 2013 e del comma 16 della legge 107/2015. Questo implica l’applicazione delle disposizioni sulla formazione dei docenti, sull’educazione al rispetto delle differenze e sulla lotta agli stereotipi di genere. È inoltre indispensabile mettere a disposizione risorse adeguate ai centri antiviolenza, che rappresentano il presidio fondamentale di tutela, accoglienza e prevenzione socioculturale sul nostro territorio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA