Femminicidio, Dongellini dimesso dall’ospedale e portato in carcere. Il post della mamma di Valentina

LE INDAGINI. L’uomo, dopo aver ucciso la moglie mercoledì 18 marzo, si era procurato alcune ferite superficiali ed era piantonato in ospedale dove si è avvalso della facoltà di non rispondere. Giovedì 19 marzo è stato portato in carcere. Il dolore della mamma, un post su Fb.

Bergamo

È stato dimesso poco dopo le 11 di giovedì 19 marzo dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo Vincenzo Dongellini, l’uomo di 49 anni che mercoledì mattina ha ucciso la moglie Valentina Sarto, 41 anni, nella loro casa di Bergamo in via Pescaria, accoltellandola ripetutamente alla schiena e al collo. L’uomo è stato trasferito nel carcere di via Gleno a Bergamo, dove è rinchiuso con l’accusa di omicidio.

Dongellini si è avvalso della facoltà di non rispondere

Mercoledì si sono recati in ospedale il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota e sostituto procuratore Antonio Mele per interrogare il 49enne, ma l’imputato, difeso dall’avvocato Stefania Battistelli, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’accusato deciderà successivamente se continuare su questa linea anche nell’interrogatorio di convalida che si terrà nelle prossime ore.

Dongellini era stato portato in ospedale dopo aver accoltellato la moglie - con la quale era sposato dal 24 maggio del 2025, anche se la coppia stava assieme da oltre dieci anni - per alcune ferite superficiali alle braccia, che a suo dire, si era procurato con l’intenzione di farla finita. Avrebbe, sempre stando a quanto riferito ai soccorritori dallo stesso uomo, anche ingerito della candeggina.

L’autopsia sul corpo di Valentina Sarto

Si terrà venerdì 20 marzo, invece, l’autopsia sul corpo di Valentina Sarto, per scoprire l’esatta causa della morte della donna e risalire alla dinamica di quanto avvenuto. Sarà eseguita all’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. Dai primi rilievi della polizia scientifica, la donna sarebbe stata raggiunta tra le 6 e le 8 coltellate alla schiena e al collo. L’esame chiarirà anche l’ora esatta della morte, che dovrebbe risalire tra le 10 e le 11, dunque circa un’ora e mezza prima di quando Dongellini ha avvisato, dopo aver tentato a suo dire di togliersi la vita, la figlia di 22 anni che vive a Cremona. A casa, in via Pescaria, sono quindi intervenute le forze dell’ordine, che hanno dovuto sfondare la porta per entrare. Valentina Sarto era già morta, a terra nella loro stanza in un lago di sangue. Dongellini era rannicchiato di fianco e non ha opposto resistenza.

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La testimonianza di Moris Panza

Moris Panza, che a suo dire, da circa un mese e mezzo aveva una relazione con Valentina Sarto, racconta che la donna viveva una situazione difficile con il marito, tra minacce, gelosia e litigi frequenti. L’uomo riferisce di averla più volte invitata a denunciare e ad allontanarsi da casa, accompagnandola anche dai carabinieri per chiedere consiglio.Valentina però avrebbe deciso di aspettare, convinta di poter gestire la situazione, nonostante le tensioni e gli episodi di aggressività segnalati negli ultimi mesi.

Il post della madre di Valentina

Straziata dal dolore la madre di Valentina Sarto, Lia Ventura, ha pubblicato su Facebook alcuni post per ricordare la figlia. «Avevi 41 anni e lui ti ha tolto la vita senza pietà ti ha portato via da me e da chi ti amava veramente» ha scritto. «Amore mio - prosegue -, la mamma ti penserà sempre e ti porterò con me nel cuore e un giorno ci rivedremo e potremmo abbracciarci come facevamo quando stavamo insieme. Ti amo, amore di mamma, scusami se non sono riuscita a proteggerti da lui e a portarti via e portarti qui da me ti amo e mi manchi tantissimo».

La testimonianza di una vicina: «Li sentivo spesso litigare»

Mercoledì è stata raccolta dai cronisti anche una testimonianza di una vicina della coppia che ha detto di averli sentiti litigare spesso negli ultimi mesi.

Femminicidio a Bergamo, la testimonianza di una vicina: «Li sentivo litigare spesso».

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