Carta d’identità elettronica: «task force» per il rinnovo
IL COMUNE DI BERGAMO. Ancora 15mila persone con il vecchio formato: dal 3 agosto non avrà più valore. Angeloni: «Raddoppiamo gli appuntamenti disponibili».
La scadenza si avvicina: il 3 agosto, indipendentemente dalla data di scadenza, tutte le carte d’identità cartacee in circolazione non avranno più valore, né per l’espatrio né per l’identificazione. Dovranno quindi essere sostituite con la «Cie», la carta d’identità elettronica. All’inizio del 2026, in città erano circa 17mila le persone ancora in possesso della carta d’identità cartacea, a fronte dell’80% della popolazione residente che ha già effettuato il passaggio al corrispettivo digitale. «Abbiamo iniziato questo percorso nel 2017 – spiega Giacomo Angeloni, assessore delegato ai Servizi demografici, Innovazione e Semplificazione –. Nei primi due mesi del nuovo anno ne abbiamo rinnovate oltre 2mila». All’appello, quindi, ne mancano a oggi circa 15mila.
Più ore dedicate al front office
Per colmare il gap, Palafrizzoni aumenterà il numero di appuntamenti dedicati al rinnovo del documento. «In media, ne realizziamo circa 400 ogni settimana, dobbiamo arrivare a circa 800», rivela Angeloni. Come? Grazie a una vera e propria «task force», da una parte implementando le ore che i Servizi demografici dedicano al front office e, dall’altra, affidandosi ad alcuni dipendenti «volenterosi». «Abbiamo chiesto uno sforzo agli sportelli demografici – spiega l’assessore – riducendo il lavoro di back office. E, inoltre, in queste settimane abbiamo formato 11 dipendenti provenienti da altre direzioni che, per alcuni giorni a settimana, si dedicheranno al rilascio delle carte d’identità elettroniche». Sono state anche aggiunte alcune ore di straordinari per i dipendenti dei Servizi demografici: un’ora in più per tre giorni a settimana e il potenziamento del sabato mattina. «Al momento – osserva Angeloni – abbiamo un gap di circa 30 carte d’identità a settimana, ma con le misure adottate riteniamo sia una situazione gestibile».
Le questioni da risolvere, ora, sono due. Innanzitutto, «fare in modo che i cittadini che ancora hanno il documento cartaceo sappiano che devono sostituirlo». In questo senso le prossime settimane, in base al numero di appuntamenti che verranno fissati, chiariranno se servirà avviare una campagna di comunicazione ad hoc. «Valuteremo il controllo degli indirizzi di posta elettronica inseriti alle Anagrafe di queste 15mila persone e, se sarà necessario, cominceremo a inviare delle mail a scaglioni per avvisarle. Nel caso in cui questa misura non dovesse rivelarsi utile, proveremo anche con gli Sms». Intanto, venerdì l’assessore Angeloni ha dato l’ok all’invio di 1.256 comunicazioni a quelle persone registrate al servizio Inad (Indice nazionale dei domicili digitali, ndr) che risultano ancora essere in possesso della carta d’identità cartacea.
Il servizio per le persone fragili
L’altra questione, più delicata, riguarda le persone ospiti in una Casa di riposo o impossibilitate a recarsi in Comune per il rinnovo del documento. «Circa un terzo dei casi – fa il conto Angeloni –. Per rilasciare il documento, bisogna prendere le impronte digitali, ma non abbiamo strumenti per farlo a domicilio. Per questo abbiamo chiesto una deroga al ministero». Nessun allarme, comunque: «C’è tempo fino ad agosto, l’importante è che i cittadini comincino a fissare un appuntamento da qui ai prossimi 6-8 mesi». Per farlo, ci sono due modalità: o andando sul sito del Comune di Bergamo o sulla webapp «Prenota Bergamo» (c’è una casellina apposita per chi ha il documento cartaceo e deve passare alla «Cie») o chiamando il call center allo 035-399333 dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30. «Tengo a ringraziare la direzione generale per l’attività di coordinamento, i dirigenti che hanno dato ore di personale, la responsabile e il dirigente dei Servizi demografici. Lo sforzo è enorme – dice Angeloni –: in genere facciamo circa 13mila carte d’identità all’anno, quest’anno dovremo farne oltre 20mila, quasi il doppio».
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