Cronaca / Bergamo Città
Sabato 24 Gennaio 2026
I parlamentari in coro: valorizzare l’eccellenza dell’ospedale «Papa Giovanni»
IL DIBATTITO. Dalla Lega al Pd, sì bipartisan: Bergamo deve fare rete. Il ministro Calderoli: condivido l’idea che l’ospedale diventi un Ircss e della facoltà di Medicina.
Valorizzare l’ospedale «Papa Giovanni», trovando la cornice più adeguata, e fare rete per arrivare a una facoltà di Medicina a Bergamo. Il parere è favorevole anche tra i rappresentanti bergamaschi che a Roma siedono tra governo e parlamento. Il dibattito aperto nei giorni scorsi sulle colonne de L’Eco di Bergamo trova così riscontri favorevoli a ogni livello. «Ho letto l’editoriale del direttore Alberto Ceresoli – commenta Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, oltre che esponente di vertice della Lega – e condivido l’idea sia della facoltà autonoma di Medicina sia della possibilità che il “Papa Giovanni” diventi un Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, ndr)».
Compatta la compagine leghista tra Montecitorio e Palazzo Madama. «Si può solo essere favorevoli all’istituzione della facoltà di Medicina a Bergamo – osserva la deputata Rebecca Frassini -. Un territorio che può contare su un presidio d’eccellenza come l’ospedale Papa Giovanni XXIII ha tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento nella formazione
«Il “Papa Giovanni” rappresenta già oggi una delle eccellenze italiane e internazionali: basti pensare al doppio trapianto da donatore vivente effettuato solo poche settimane fa su una bambina di 7 anni, primo caso in Italia»
medica e nella ricerca sanitaria. Il “Papa Giovanni” rappresenta già oggi una delle eccellenze italiane e internazionali: basti pensare al doppio trapianto da donatore vivente effettuato solo poche settimane fa su una bambina di 7 anni, primo caso in Italia. Un risultato straordinario che testimonia l’altissimo livello di competenze, innovazione e umanità presenti nella nostra sanità. La nascita di una facoltà di Medicina a Bergamo sarebbe quindi una scelta lungimirante, capace di rafforzare ulteriormente il sistema sanitario, attrarre giovani talenti ma soprattutto convincere i nostri che l’eccellenza, le opportunità di crescita e di lavoro esistono anche in Italia senza dover pensare per forza a un futuro all’estero. Inoltre la facoltà di Medicina riuscirebbe a consolidare il legame tra università, ospedale e territorio, a beneficio dell’intera comunità».
«È come si potrebbe non essere d’accordo? Bergamo – ribadisce la senatrice Daisy Pirovano – ha un’eccellenza come il “Papa Giovanni”, che già oggi è partner attivo di prestigiosi corsi di laurea internazionali. In un periodo storico in cui è fondamentale sopperire alla carenza di medici, in vari settori, formare più medici direttamente sul territorio, grazie anche a sinergie fra Università, ospedale e tessuto produttivo locale, sarebbe certamente un tassello importante per migliorare il sistema sanitario. Bisognerebbe ovviamente partire dalle principali necessità di ospedali e popolazione per definire al meglio il progetto».
«Investimento strategico per il territorio»
Tra le fila di Forza Italia, il deputato – e vicesegretario nazionale – Stefano Benigni rimarca che «Bergamo rappresenta un’eccellenza sanitaria riconosciuta a livello lombardo, nazionale e internazionale, e come tale va valorizzata all’interno di una rete sempre più forte tra
«L’Università di Bergamo è un polo fondamentale e strategico per il territorio, ma il punto non è semplicemente aprire un’ulteriore facoltà di Medicina, quanto piuttosto rafforzare l’integrazione e la cooperazione del sistema universitario lombardo nel suo insieme, per renderlo sempre più competitivo e di alta qualità»
università, ospedali e ricerca. L’Università di Bergamo è un polo fondamentale e strategico per il territorio, ma il punto non è semplicemente aprire un’ulteriore facoltà di Medicina, quanto piuttosto rafforzare l’integrazione e la cooperazione del sistema universitario lombardo nel suo insieme, per renderlo sempre più competitivo e di alta qualità. Dopo l’abolizione del numero chiuso promosso da Forza Italia, la sfida oggi è ampliare l’offerta formativa, così da permettere a un numero crescente di giovani di accedere alla professione medica e di coltivare l’ambizione di dedicare la propria vita alla cura degli altri, rafforzando nel tempo il nostro Servizio sanitario nazionale».
Dall’opposizione si dice «molto favorevole» alle proposte anche Antonio Misiani, senatore del Partito democratico: «Bergamo ha tutte le carte in regola – prosegue Misiani -: una università in forte crescita, un ospedale d’eccellenza nazionale, una forte vocazione alla ricerca. Sarebbe un investimento strategico per il territorio e per il futuro del nostro sistema sanitario. Formare qui i medici di domani significa rafforzare la qualità delle cure e attrarre competenze. È una scelta che parla ai giovani e al bisogno reale di personale sanitario. La sfida è molto impegnativa, per questo servirà un grande gioco di squadra tra tutte le realtà territoriali interessate. Noi ci siamo».
«Così cultura dell’attenzione alla salute»
Parere positivo anche da Devis Dori, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra: «Sostengo l’ipotesi di portare la facoltà di Medicina a Bergamo. L’Università di Bergamo è cresciuta tantissimo nel corso degli anni e si è ritagliata uno spazio significativo nel panorama accademico italiano, quindi una sua crescita è auspicabile. Avere una facoltà di Medicina significherebbe non solo formare medici, ma anche diffondere una cultura dell’attenzione alla salute, perché l’università non è solo un luogo di formazione, ma anche di cultura. Da un punto di vista politico da parte mia ci sarà l’appoggio in ambito istituzionale».
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