Cronaca / Bergamo Città
Venerdì 06 Febbraio 2026
Imu e multe non pagate in cinque anni: il Comune di Bergamo deve riscuotere 34 milioni
IL REPORT. Il report sui mancati introiti nella relazione della Corte dei Conti. Le minoranze: aspetto preoccupante. La replica: continuo il lavoro di recupero dei crediti.
È approdata ieri sera in prima commissione consiliare la relazione della Corte dei Conti sull’operato del Comune di Bergamo. Il vicesindaco e assessore al Bilancio Sergio Gandi ha sottolineato «l’esito sostanzialmente positivo delle istruttorie», ma l’opposizione ha sollevato alcuni rilievi. In particolare «la difficoltà di riscuotere i crediti, Imu e sanzioni stradali» rilevano i consiglieri Alberto Ribolla (Lega) e Antonio Deleuse Bonomi (Lista Pezzotta).
Nel report ci sono tutti i numeri dei mancati introiti dal 2020 al 2024, dai circa 12,2 milioni di euro per l’Imu non versato dai cittadini alle multe per contravvenzioni al Codice della strada che, che in 5 anni cubano circa 22,2 milioni, soldi che cittadini insolventi devono a Palafrizzoni. Per un totale di oltre 34 milioni di mancati introiti. Gandi ha spiegato che la Corte dei Conti fa controlli di routine nell’ambito di un dialogo continuo, il Comune è stato inviato ad adeguare alcuni meccanismi alle migliori pratiche possibili. «L’esito delle istruttorie – rileva – attesta però la solidità dell’impianto organizzativo e finanziario dell’ente, nonché il rispetto dei principi di correttezza, legalità e trasparenza che guidano l’azione amministrativa, a tutela dei cittadini e dell’interesse pubblico». Rispetto ai rilievi, Gandi ha spiegato che «anche nel caso in cui non si mettessero in atto i miglioramenti richiesti, non sarebbero previste sanzioni da parte della Corte dei Conti». Nel report infatti, l’autorità di controllo si limita ad una richiesta sul tema dei crediti e cioè di «implementare e presidiare l’attività di riscossione».
Le due delibere sono passate con l’astensione di Fratelli d’Italia e Lista Pezzotta, a favore la Lega. Ma le osservazioni da parte delle minoranze non sono mancate: «La Corte dei Conti rileva alcuni aspetti da sistemare, una gestione dei contenziosi senza accantonamenti preventivi, persistenti le difficoltà nella riscossione di Imu e delle sanzioni, criticità che richiedono attenzione politica e amministrativa» afferma Ribolla. «Non mi sembra ci siano i presupposti per essere felici come il vicesindaco – rincara Bonomi -. Da una prima lettura desta preoccupazione la questione della difficoltà della riscossione, mi riservo di fare approfondimenti».
I dati
I dati sono nel report della Corte dei Conti, sezione regionale di controllo della Lombardia, allegato alle delibere. L’importo Imu che il Comune deve riscuotere è pari a 12,2 milioni di euro con una percentuale di riscossione, sul 2024 e rispetto a quando accumulato dal 2020, pari al 15,87%. Le sanzioni non pagate cubano invece 22,2 milioni di euro, con un recupero del 18,06% nel 2024. Una prima risposta è arrivata da Gandi: «Il tema della riscossione è complicato, non è la somma che viene posta nel bilancio di previsione quella che incassiamo, si misura sugli esercizi successivi. Inoltre non mi pare che il recupero sia del 100% neanche negli altri Comuni: chi non ha pagato subito evidenzia difficoltà legate alla sua solvibilità, a volte c’è difficoltà nel reperire il contravventore che magari vive dall’altra parte del mondo». «I residui sull’Imu e le sanzioni sono le due voci più grosse segnalate – evidenzia il dirigente Corrado Viscardi –. Nel primo caso non si tratta di Imu ordinario, spesso sono società che vivono situazioni di difficoltà, in fallimento o prefallimento, ha inciso anche la pandemia. Nel caso delle sanzioni, sono piccole voci che si sommano, ricordo che il tasso di riscossione è del 50%». È sempre Viscardi ad inquadrare quei 12,2 milioni di credito sull’Imu non versato dal 2020 al 2024, ricordando che «ogni anno il Comune riscuote oltre 40 milioni, cifra che su quell’arco temporale ammonta a 200 milioni circa. Bisogna poi considerare i 12 milioni di euro recuperati relativi alle annualità precedenti. I 12,2 milioni di euro di residuo rappresentano circa il 5% su quanto incassato, risorse svalutate, che non vengono spese. Non si creano quindi squilibri al bilancio».
Gli uffici continuano a lavorare per recuperare il credito, ha illustrato Viscardi: «Le sanzioni non riscosse vanno mandate a ruolo coattivo dall’Agenzia di riscossione. Per quanto riguarda l’Imu, l’ufficio tributi invia prima un invito a confrontarsi sul mancato pagamento, poi un avviso di accertamento e se non viene pagato, questo viene affidato all’Agenzia delle Entrate che su Bergamo ha una buona efficacia. Finché c’è una possibilità di riscuotere, noi perseguiamo questa possibilità».
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