Incidenti a Bergamo, in 20 anni -28%. L’Asse e via Borgo Palazzo «zone rosse» - La mappa su tutta la provincia
LA CLASSIFICA. Nel 2025 i sinistri sono stati 1.499, nel 2005 poco più di 2mila. Non calano però quelli mortali. Angeloni: «Grazie ai dati, interventi per la messa in sicurezza». Allarme bici: in 15 anni incidenza raddoppiata.
Gli incidenti stradali punteggiano quotidianamente la città: quattro al giorno, in media. Ma nel lungo periodo la tendenza è di calo: nel 2025 la Polizia locale del Comune di Bergamo ha rilevato 1.499 sinistri, il minimo storico (eccezion fatta per il 2020, l’anno del Covid e del lockdown) dal 2002, cioè da quando esistono statistiche puntuali. Nell’ultimo anno sono diminuiti del 3% (furono 1.546 nel 2024), in un decennio del 15,6% (nel 2015 se ne contarono 1.776) e in vent’anni del 28,3% (il 2005 si chiuse a quota 2.091).
Anche nel 2025 le arterie con più incidenti si sono confermate l’Asse interurbano (60 incidenti, più di uno a settimana, con 37 feriti e 148 illesi) e via Borgo Palazzo (55 incidenti, con 38 feriti e 90 illesi); il terzo gradino del podio ruota ciclicamente e stavolta è appannaggio delle tre rotatorie lungo via Autostrada (33 incidenti con 17 feriti e 89 illesi).
Le «zone rosse»
Le «zone rosse» sono quelle note e corrispondono ad alcune delle principali porte d’accesso e di uscita. Anche nel 2025 le arterie con più incidenti si sono confermate l’Asse interurbano (60 incidenti, più di uno a settimana, con 37 feriti e 148 illesi) e via Borgo Palazzo (55 incidenti, con 38 feriti e 90 illesi); il terzo gradino del podio ruota ciclicamente e stavolta è appannaggio delle tre rotatorie lungo via Autostrada (33 incidenti con 17 feriti e 89 illesi). Via San Bernardino, via San Giovanni Bosco, viale Giulio Cesare, via Broseta, la Circonvallazione Mugazzone, via Corridoni e via Zanica completano la top-ten.
Nell’ultimo anno gli incidenti sono diminuiti del 3% (furono 1.546 nel 2024), in un decennio del 15,6% (nel 2015 se ne contarono 1.776) e in vent’anni del 28,3% (il 2005 si chiuse a quota 2.091).
Dati e sicurezza
«Le rilevazioni del 2024 sono state utilizzate dagli assessorati alla Mobilità e ai Lavori pubblici, guidati dai colleghi Marco Berlanda e Ferruccio Rota, per realizzare un progetto importante sulla messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali»
«Il numero di incidenti è in costante diminuzione anno dopo anno e segue un andamento di flessione lineare. È la restituzione degli sforzi fatti in questo periodo per rafforzare la sicurezza stradale», riflette Giacomo Angeloni, assessore alla Sicurezza (con delega alla Polizia locale) e anche all’Innovazione. La mappatura, infatti, deriva dagli «open data» che Palafrizzoni aggiorna costantemente e che sono alimentati dai rilievi degli agenti: per ogni sinistro vengono registrati tutti i parametri più significativi (localizzazione, dinamica, persone coinvolte e prognosi, tipologia dei mezzi), così da creare un database che può contribuire alla pianificazione delle contromisure. «I dati servono a guidare le scelte – approfondisce Angeloni -. Sono strumenti preziosi perché ogni anno permettono di capire meglio dove concentrare risorse e iniziative. Ad esempio, le rilevazioni del 2024 sono state utilizzate dagli assessorati alla Mobilità e ai Lavori pubblici, guidati dai colleghi Marco Berlanda e Ferruccio Rota, per realizzare un progetto importante sulla messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali». È l’iniziativa annunciata nelle scorse settimane che porterà a 57 interventi, in diverse zone del capoluogo, per migliorare l’illuminazione e la segnaletica orizzontale e verticale, oppure per creare nuovi passaggi, e anche per installare dei percorsi tattili, con una spesa complessiva da 732mila euro cui contribuisce (per 541.700 euro) in parte il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Altri accorgimenti nascono dall’analisi delle statistiche: «Periodicamente la Mobilità ripensa i tempi semaforici di alcuni incroci – prosegue Angeloni - risolvendo questioni di pericolosità». È quanto accaduto, a cavallo della pandemia, con il «nodo» di via San Giorgio: quello era uno dei punti con più scontri, e dopo le migliorie l’incidentalità si è quasi azzerata.
Gravità e vittime
Ridurre le collisioni consente di abbassare, in valore assoluto, l’impatto in termini umani. Se il totale dei «crash» è in discesa, le proporzioni degli esiti rimangono sostanzialmente stabili nel tempo: all’incirca tre episodi su quattro si risolvono con illesi, mentre il restante quarto comprende dei feriti (i morti sono mediamente lo 0,2%). Negli ultimi anni, tuttavia, le vittime della strada non hanno avuto un calo: nel 2025 si sono contati quattro morti (il 14 febbraio in via Moroni, il 24 luglio in via Gavazzeni, l’8 settembre in via Corti all’intersezione con via San Bernardino, il 28 novembre in via Camozzi), come nel 2024, 2023 e 2022; negli anni, si spazia da un minimo di due vite spezzate (nel 2005, 2018, 2020 e 2021) a picchi in doppia cifra (14 nel 2006, 12 nel 2007). Complessivamente, si sono piante 118 persone in 24 anni.
Allarme biciclette
Chi rischia di più, quando ci si muove in strada? Negli ultimi anni è aumentato il rischio per le biciclette. Gli «open data» offrono questa lettura, perché per ciascun fatto è segnalata la tipologia di mezzo coinvolto. Escludendo le auto (considerate coinvolte di default), nel 2025 il 26,2% dei sinistri ha incluso anche un «velocipede»: è un’incidenza pressoché raddoppiata nel giro di quindici anni, mentre nello stesso arco temporale è diminuita la quota legata a ciclomotori (dal 66,3% del 2010 al 53,5% del 2025) e dei mezzi pesanti (dall’8,9% del 2010 al 4,7% del 2025), con i pedoni che restano di fatto invariati (dal 13,8% al 15,6%). «La presenza delle bici in città è aumentata sensibilmente e si lega anche alla circolazione dei rider – ragiona Angeloni -. È un tema su cui c’è molta attenzione e su cui stiamo studiando iniziative».
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