Cronaca / Bergamo Città
Venerdì 23 Gennaio 2026
La casa prima di tutto: l’emergenza abitativa al centro delle nuove povertà - Video
IL CONVEGNO. Casa, lavoro e ascolto: così cambia la povertà a Bergamo. I dati della Caritas diocesana bergamasca a 50 anni dalla fondazione. Leggi l’approfondimento su L’Eco di Bergamo di sabato 24 gennaio.
L’emergenza abitativa è oggi il bisogno più rilevante tra quelli rilevati dalla Caritas di Bergamo. Secondo l’Osservatorio delle povertà e delle risorse, la mancanza di una casa stabile ha superato difficoltà economiche e lavorative, diventando il principale fattore di vulnerabilità per persone e famiglie, soprattutto giovani adulti. Da questa consapevolezza è nato il convegno promosso dalla Diocesi alla Fondazione Angelo Custode, occasione per rileggere mezzo secolo di impegno della Caritas diocesana e per riflettere su povertà sempre più complesse: non solo mancanza di reddito, ma solitudini, fragilità educative, esclusione sociale e difficoltà di accesso ai diritti fondamentali.
Il ruolo della Caritas
Il tema è stato approfondito anche da monsignor Vittorio Nozza, già direttore di Caritas Italiana, che ha ripercorso l’evoluzione dei «volti» della povertà: dalle carenze nei bisogni primari alle fragilità relazionali, fino alle nuove forme legate alla perdita di senso e valore, come dipendenze, disturbi alimentari e gioco d’azzardo. A queste si aggiunge la fragilità economica aggravata dalla crisi del 2008 e dalla pandemia. Di fronte a questo scenario, Nozza ha ricordato il ruolo della Caritas come «antenna che raccoglie i bisogni», sottolineando l’importanza della costruzione di reti territoriali e del rafforzamento dei centri di ascolto.
I dati presentati da Livia Brembilla confermano il cambiamento in atto: dal 2001 al 2025 il Centro di ascolto «Porta dei Cocci» ha incontrato 32.808 persone, rilevando oltre 94mila bisogni e attivando quasi 138mila interventi. Dal 2020 la povertà abitativa è cresciuta fino a diventare il bisogno più frequente: nel 2025 le problematiche legate alla casa sono state 1.301, superando quelle economiche (997) e occupazionali. L’83% degli interventi riguarda oggi l’ascolto, segno di un approccio orientato all’accompagnamento e alla costruzione di percorsi personalizzati.
Le priorità: casa e lavoro
Nel quadro tracciato si inserisce anche l’esperienza dell’Albergo popolare, raccontata da Giorgio Frigeni: da semplice dormitorio è diventato un luogo di accoglienza strutturata, con regole condivise, spazi rinnovati e una mensa interna, grazie al lavoro di rete con Caritas e realtà provinciali. Le priorità per il futuro restano casa e lavoro, elementi decisivi per evitare ricadute nella marginalità.
Il convegno ha affrontato anche il tema della rappresentazione mediatica della povertà. Sabrina Penteriani ha illustrato i dati del rapporto «Il grande silenzio» di Caritas Italiana: a fronte di 2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta, solo il 2% delle notizie dei telegiornali tratta l’argomento. In Italia 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, ma il fenomeno resta «largamente invisibile» nel racconto mediatico, spesso ridotto a episodi o semplificazioni. Anche quando se ne parla, la narrazione non restituisce la complessità delle situazioni, distinguendo poco tra povertà assoluta, relativa o estrema.
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