L’alpinista travolto dalla valanga
resta grave, ma ci sono speranze

Ancora in prognosi riservata il ventitreenne di Scanzo: lunedì era stato soccorso dal 118 e recuperato sotto la neve.

Sono ancora purtroppo gravi le condizioni di N. R., il ventitreenne di Scanzorosciate che lunedì 22 marzo era rimasto travolto da una valanga a Lizzola, durante un’escursione. Tuttavia i medici sono ottimisti, perché martedì il giovane avrebbe dato segni di ripresa: resta ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Quando è stato travolto dalla valanga il giovane era in compagnia di altri due amici, anche loro di Scanzorosciate: stavano salendo da Lizzola verso il passo della Manina, a 1.800 metri di quota. Arrivati a circa una trentina di metri dalla chiesetta situata sul culmine della montagna, il primo dei tre, col suo passaggio, avrebbe involontariamente causato il distacco della neve sotto i propri sci, rimanendone poi travolto. La valanga che si è staccata presentava un fronte di circa 50 metri.

Gli amici che lo seguivano hanno assistito impotenti alla caduta del giovane, rotolato a valle per circa 200 metri nel canale sottostante, sul versante che dà sulle piane di Lizzola. Per fortuna i due sono riusciti a localizzare l’amico sotto la neve, indirizzando i soccorsi e cercando anche di liberare l’amico, scavando con le mani nella neve.

Il 118 ha inviato sul posto l’elicottero del 118, con a bordo anche un’unità cinofila da valanga del Soccorso alpino: l’équipe è stata sbarcata nel canale dove si trovava il ferito, che era incosciente e in arresto cardiaco. È stato rianimato e portato d’urgenza al Papa Giovanni di Bergamo in codice rosso. Anche i due amici erano stati poi recuperati con il velivolo del 118: illesi, ma sotto choc per l’accaduto e in apprensione per la sorte dell’amico.

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