«Marco, dal bancone del bar
regalava sorrisi e gentilezza»

IL RICORDO. All’ospedale «Papa Giovanni» di Bergamo il cordoglio per la tragica morte in moto del trentenne barista de «La Marianna». «Era buono e sensibile».

Lettura 1 min.

Dietro al bancone i sorrisi sono gentili, ma basta pronunciare il nome «Marco» perché gli occhi subito si facciano lucidi. «Per noi è surreale essere qui a lavorare. Ci guardiamo, magari sorridendoci, ma sono sorrisi che trattengono le lacrime», dice Daniele Orrieri, responsabile de La Marianna all’Ospedale Papa Giovanni XXIII. Il dolore per la scomparsa di Marco Dellaira, il barista 30enne morto nel tragico incidente in moto la notte tra sabato 13 e domenica 4 giugno, è forte tra i suoi colleghi. Lo avevano salutato solo poche ore prima al bar, dove il giovane lavorava da tre anni ed era addetto alla preparazione dei caffè.

Leggi anche

«Sabato sera ha chiuso insieme a una collega - racconta Orrieri -. Hanno finito il turno alle 19,30 e alle 20/20,15 sono andati via. Era tutto contento di andare a mangiarsi un kebab e a divertirsi con il suo amico». Una serata di gioia spezzata da un dramma. «Siamo ancora sotto choc. Non abbiamo ancora realizzato e accettato quello che è accaduto. Marco era un buono, forte ma anche sensibile. Si è fatto voler bene da tutti i colleghi e anche dai clienti», dice Daniele. È con lui che aveva fatto il colloquio per essere assunto. «Decisi subito che l’avrei preso e che mi sarei fidato di lui. Marco stava cercando di mettere le basi per il suo futuro qui e mi trasmise proprio questo. Qui da noi infatti si è sempre impegnato tanto». Di carattere era anche riservato. «Pur essendo lontano dai parenti in Sicilia si sentiva responsabile della sua famiglia e li aiutava».

Leggi anche

«Un ragazzo buono e curioso»

Marco era anche «un curioso. Godeva delle piccole cose». E godeva soprattutto nel fare del bene. Come quello che aveva fatto alla sua cagnolina Lara, presa dal canile. «Era così contento di averla salvata - aggiunge -. Per questo andrò a recuperarla e la terrò finché non troverò chi la adotti. Ho promesso ai suoi parenti che non sarebbe tornata in canile. Glielo devo per il bene che le voleva».

Marco, sottolinea il personale ospedaliero, «non era solo un barista: era una presenza, un sorriso, una parola gentile capace di rendere più leggera anche la giornata più difficile. Il suo calore umano era un dono che tanti abbiamo imparato ad apprezzare e a cercare»

Il ricordo dell’ospedale

Anche l’ospedale ha voluto ricordare il ragazzo. «Con profondo cordoglio gli operatori dell’ospedale si stringono ai familiari per l’improvvisa scomparsa di Marco Dellaira, volto conosciuto e amato da tutti coloro che ogni giorno frequentano “La Marianna” dell’ospedale». Marco, sottolinea il personale ospedaliero, «non era solo un barista: era una presenza, un sorriso, una parola gentile capace di rendere più leggera anche la giornata più difficile. Il suo calore umano era un dono che tanti abbiamo imparato ad apprezzare e a cercare». Gli operatori si stringono con affetto alla sua famiglia, portando nel cuore «il ricordo di un uomo che ha saputo lasciare il segno, con semplicità e umanità, in uno dei luoghi più intensi che esistano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA