Minorenni denunciati: +12,5%. «Nessuna baby gang, ma deriva sui social»
I DATI DEGLI ULTIMI 12 MESI. I carabinieri: «Disagio sociale amplificato on line». Codice rosso: in due anni + 127% di casi. Tra prevenzione e repressione: 780 arresti, 8.220 denunce, 78mila chiamate al 112 e 123mila accolti nelle caserme.
Lettura 2 min.Aumentano i minorenni denunciati o arrestati dai carabinieri per aver commesso reati nella nostra provincia. E non di poco: negli ultimi dodici mesi sono cresciuti del 12,5%, passando da 481 a 541. Un fenomeno di microdelinquenza che i carabinieri non riconducono «a forme strutturate di baby gang», quanto piuttosto a una forma «di disagio sociale amplificato dalla diffusione tramite social network delle condotte devianti».
Il report dei carabinieri
Numeri che emergono dal report diffuso dall’Arma in vista della cerimonia per il 212° anniversario di fondazione in programma oggi pomeriggio al comando provinciale di via delle Valli. Report che fa riferimento anche al caso più grave avvenuto negli ultimi dodici mesi, l’accoltellamento della professoressa Chiara Mocchi, il 25 marzo scorso alle scuole medie di Trescore, da un suo alunno tredicenne. Che, tra l’altro, proprio perché non ancora quattordicenne – l’età minima per affrontare un processo – non rientra neppure tra i 541 minori indagati nell’ultimo anno: dato che, di conseguenza, abbraccia soltanto in parte il fenomeno, molto più ampio, della microcriminalità minorile, proprio perché di tanti episodi sono protagonisti ragazzini talmente giovani da non risultare, come a Trescore, neppure imputabili, ma comunque inseriti in percorsi di supporto e aiuto per uscire dalla delinquenza.
E in questa direzione va anche l’attività preventiva, parallela a quella repressiva, che gli stessi carabinieri portano avanti quotidianamente nelle scuole: negli ultimi dodici mesi i militari in divisa hanno organizzato 176 incontri con complessivi 13.700 alunni di vari ordini e gradi scolastici. Prevenzione e repressione sono del resto i due fronti sui quali, più in generale, si è sviluppata l’attività dei carabinieri nella Bergamasca tra il 1° giugno 2025 e il 31 maggio di quest’anno. Quando l’Arma, forte della sua presenza capillare sul territorio, ha affrontato qualcosa come 35.820 reati, pari al 95% di quelli commessi in tutta la provincia, in crescita del 6,2% rispetto ai 33.700 dei dodici mesi precedenti e, in media, poco meno di cento (98, per l’esattezza) ogni giorno. Sul fronte della prevenzione sono state identificate in un anno 141.100 persone e 80.100 veicoli: dati in lieve flessione rispetto ai dodici mesi precedenti. Stabile, invece, il numero delle persone arrestate (780 nell’ultimo anno e lo stesso numero nell’anno prima), mentre crescono del 4,7% i denunciati a piede libero, che salgono da 7.850 a 8.220.
Duemila codici rossi
Tra arresti e denunce il dato è invece in netta crescita sul fronte del contrasto alla violenza di genere: le condotte da Codice rosso accertate hanno superato quota duemila negli ultimi dodici mesi, mentre l’anno prima erano state 1.609 e nei dodici mesi ancora precedenti 881. Il balzo dell’ultimo anno è stato del 24,3%, mentre negli ultimi 24 mesi del 127%. Nell’ultimo anno le persone arrestate sono state 63, l’85% in più rispetto alle 34 dell’anno prima, mentre quelle denunciate 1.892, il 20% in più rispetto alle 1.575 dei dodici mesi precedenti. A tutti questi si aggiungono 52 persone allontanate dalla casa familiare.
La maggior parte degli interventi derivano da chiamate al numero unico 112 o da segnalazioni ricevute nelle caserme della Bergamasca. Nell’ultimo anno le centrali operative dell’Arma in provincia hanno ricevuto 78mila chiamate, vale a dire 213 in media al giorno, e in lieve aumento (del 2,6%) rispetto alle 76mila dell’anno prima, mentre le stazioni hanno accolto qualcosa come 123.100 persone, vale a dire una media quotidiana di 337. Nel contempo i carabinieri sono impegnati nelle attività di ordine pubblico: 3.850 i militari coinvolti nell’ultimo anno.
L’attività di contrasto dello spaccio di droga
Non da ultima l’attività antidroga: mentre diminuiscono arrestati (da 154 a 89) e denunciati (da 366 a 143), crescono i chili di sostanze stupefacenti sequestrate (da 350 a 420). Infine l’impegno dei carabinieri forestali, che nell’ultimo anno hanno svolto nella Bergamasca 7.200 controlli, rilevato 97 illeciti penali e 429 amministrativi e comminato multe per 3,4 milioni di euro.
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