«Noi, turisti bergamaschi intrappolati nel più grande stop ai voli dopo il Covid»

LA TESTIMONIANZA. Caos per gli attacchi all’Iran, una decina di concittadini bloccati in India. «Divisi in piccoli gruppi per trovare voli di rientro, ma si deve aspettare. E prezzi alle stelle».

Incastrati in un hotel di Bangalore con voli cancellati, che forse non partiranno mai e altri biglietti acquistati con partenze tra qualche giorno: rotte spezzettate in giro per il mondo con la speranza che la situazione dei cieli migliori. Sono rimasta intrappolata nella più grande interruzione mondiale del traffico aereo dai tempi del Covid: io con altri nove bergamaschi saremmo dovuti partire dalla metropoli del sud dell’India il 28 febbraio con scalo a Dubai per poi raggiungere Milano Malpensa l’1 marzo.

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«Dopo una vacanza in giro per il Tamil Nadu tra templi e piantagioni sterminate di tè, città ricche di storia e bellezza, la notizia dell’attacco all’Iran da parte di Usa e Israele è stata una doccia fredda che ci ha messo subito in allarme»

Dopo una vacanza in giro per il Tamil Nadu tra templi e piantagioni sterminate di tè, città ricche di storia e bellezza, la notizia dell’attacco all’Iran da parte di Usa e Israele è stata una doccia fredda che ci ha messo subito in allarme. Abbiamo subito capito che la situazione poteva essere grave dai messaggi che leggevamo sui siti web e sui social e, arrivati all’aeroporto in anticipo, abbiamo scoperto che il nostro volo per Dubai era stato cancellato: «Emirates non ci ha potuto riproteggere: non aveva velivoli in India e la sua base è Dubai. Ha fermato i voli per giorni - spiega Pinangela Foppa Pedretti, in viaggio con le figlie e le sorelle -. Abbiamo intuito immediatamente che la situazione era grave e abbiamo cercato soluzioni alternative». Provvidenziale l’aiuto del deputato Alessandro Sorte: poco dopo siamo stati contattati sia dall’Ambasciata italiana in India sia dal Consolato a Bangalore con il console Giandomenico Milano, che ci ha chiamato personalmente. Con il suo staff ha attivato due tour operator locali alla ricerca complessa di voli per il rientro. «Ci siamo suddivisi in piccoli gruppi per trovare dei posti liberi - spiega Letizia Bonetti -. I voli prenotati nella notte, per lo più operati da Air India, sono stati però il giorno dopo cancellati o sono stati ritenuti a rischio cancellazione e quindi abbiamo dovuto riproteggerci su nuove tratte».

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La ricerca disperata di un volo

In dieci persone abbiamo cercato voli tramite i siti online, con tour operator locali, in aeroporto: «Ore concitate e grande fatica dopo una notte insonne - continua Anna Foppa Pedretti -. Alla fine il mio gruppo di 4 persone dovrebbe partire il 3 marzo via Shanghai con arrivo a Milano il 5 marzo». Poi c’è Serena Bonetti che volerà da sola con British il 4 passando per Delhi e Londra: stessa tratta sopra il Pakistan per me e Marisa Ravelli, il 5 marzo, mentre Letizia Bonetti con la sorella e la mamma Pinangela partiranno da Bangalore il 6, sempre con British. «In queste ore British è stata l’unica compagnia disponibile e attiva per volare sull’Europa - spiega Letizia Bonetti -. Abbiamo dovuto fare velocissimo nel fermare i voli, tra prenotazioni sui siti, le app e il tour operator del consolato». Voli bruciati su altre piattaforme con Sky Scanner che dava disponibilità poi non attive: Swiss, Turkish sono subito andate sold out, i prezzi sono schizzati alle stelle e abbiamo trovato voli a prezzi impossibili.

L’impegno dell’Ambasciata italiana

Tutto questo nella consapevolezza di essere stati fortunati e di non essere a Dubai dove l’allerta è più alta: «Restiamo comunque nell’incertezza e in questi giorni stiamo come galleggiando, in attesa delle prossime evoluzioni geopolitiche» continua Federico Preda. Intanto il nostro gruppo resta in contatto con il Consolato e con Alessandro Sorte, una maggiore sicurezza nella speranza che tutti i nostri voli siano confermati. Il consiglio che arriva è di attendere l’evoluzione di una situazione che sta coinvolgendo migliaia di voli e di passeggeri: si parla di 5mila viaggi cancellati in 24 ore. «Qui in India c’e’ una squadra al servizio degli italiani e degli interessi italiani - ha commentato Antonio Bartoli, ambasciatore italiano in India -: quando c’è un problema o un’opportunità i nostri connazionali devono sapere che l’ambasciata e tutta la rete dei consolati sono un punto di riferimento affidabile».

Una sensazione di smarrimento ed estrema incertezza che in poche ore è diventata la mia compagna di viaggio, in attesa di nuovi check-in, messaggi dalle compagnie aeree contattate, nuove programmazioni e uno spazio aereo troppo precario per essere certi di un rientro che è purtroppo ancora lontano

Intanto la stanchezza si fa sentire e le sensazioni positive della vacanza sono già svanite: come gruppo abbiamo un appoggio in un hotel vicino all’aeroporto, la Cnn è sempre accesa e la preoccupazione resta alta, con gli occhi puntati sulle notizie di guerra, le esplosioni nel Golfo, e un clima di assoluta precarietà che non aiuta. Una sensazione di smarrimento ed estrema incertezza che in poche ore è diventata la mia compagna di viaggio, in attesa di nuovi check-in, messaggi dalle compagnie aeree contattate, nuove programmazioni e uno spazio aereo troppo precario per essere certi di un rientro che è purtroppo ancora lontano.

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