«Stop alle bombe sui civili». Porta San Giacomo illuminata di blu per due serate

L’INIZIATIVA. Il Comune di Bergamo aderisce alla Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti del mondo. Porta San Giacomo illuminata di blu dalla serata del 30 gennaio a quella del 1° febbraio.

Bergamo

Il Comune di Bergamo partecipa alla Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo, che si celebra il 1° febbraio di ogni anno per commemorare le vittime civili di tutte le guerre ed informare e sensibilizzare sull’impatto devastante che i conflitti in corso nel mondo hanno sulle popolazioni civili coinvolte.

Di fronte all’intensificarsi delle violenze in numerosi contesti bellici, appare necessario ribadire con forza l’assoluta necessità di proteggere i civili. «Oggi nel mondo sono in corso 32 guerre e 23 situazioni di crisi, il numero più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale (Fonti: Atlante delle guerre dei conflitti del mondo; L’Osservatorio – Centro di ricerche sulle vittime civili dei conflitti)» fa sapere Palazzo Frizzoni.

In questo drammatico contesto, il Comune di Bergamo insieme alle principali istituzioni centrali, alle Regioni e a centinaia di Comuni italiani, raccoglie con convinzione l’invito dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ad aderire alla campagna «Stop alle bombe sui civili». Per l’occasione, dalla serata del 30 gennaio a quella del 1° febbraio verrà illuminata di blu Porta San Giacomo, un gesto simbolico che vuole essere un appello alla comunità internazionale per chiedere il rispetto del Diritto internazionale umanitario e la protezione dei civili.

«Invitiamo tutti i cittadini a riflettere sull’importanza della protezione dei civili e ad approfondire il tema delle vittime civili di guerra attraverso il sito ufficiale www.anvcg.it e i canali social dell’Associazione» è l’appello di Palazzo Frizzoni: «Unendoci simbolicamente a questa campagna, riaffermiamo il valore della pace e della solidarietà, e lanciamo un appello per fermare la violenza sui più vulnerabili: i civili coinvolti nei conflitti armati».

«Il 1° febbraio non è soltanto una data commemorativa, ma un richiamo alla responsabilità collettiva di non restare indifferenti. Di fronte all’intensificarsi delle violenze in numerosi scenari di guerra, sentiamo infatti il dovere morale e civile di ribadire con forza l’assoluta necessità di proteggere i civili, troppo spesso vittime invisibili di strategie militari che calpestano i diritti fondamentali della persona. La guerra colpisce soprattutto chi non ha voce, e per questo le istituzioni democratiche devono farsi portatrici di un messaggio chiaro e inequivocabile: la vita dei civili va sempre difesa». dichiara l’assessora alla pace Marzia Marchesi.

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