Tentato rapimento della bimba al supermercato, perizia psichiatrica per l’autore

IL CASO DI VIA CORRIDON I . Accolta la richiesta dell’avvocato difensoredell’uomo che afferrò una bimba all’Esselunga.

Sarà sottoposto a perizia psichiatrica il 47enne in carcere da sabato 14 febbraio per il tentato sequestro aggravato di una bimba di un anno e mezzo . La piccola era stata afferrata all’improvviso, mentre usciva dall’Esselunga di via Corridoni con la manina stretta in quella della mamma. L’uomo deve rispondere anche di lesioni aggravate: la bambina ha riportato la frattura del femore e della tibia.

Un’azione improvvisa, ma fortunatamente la mamma della piccola ha avuto la prontezza di tenerla stretta, mentre l’uomo la tirava per le gambine. Subito è intervenuto anche il marito e alcuni presenti (tra cui gli uomini della sicurezza), che hanno circondato l’uomo sino all’arrivo dei poliziotti. Portato in carcere, in seguito all’interrogatorio davanti gip Michele Ravelli, l’avvocato della difesa Erica Pasinetti ha depositato istanza di incidente probatorio, per accertare se il 47enne (romeno, senza fissa dimora in Italia) fosse capace di intendere e volere al momento dei fatti. La richiesta è stata accolta, e sarà pertanto fissata l’udienza per il conferimento dell’incarico allo psichiatra.

Interrogato dal gip alla presenza della pm Giulia Angeleri e dell’avvocato Pasinetti, l’arrestato aveva ammesso il fatto senza dare nessuna reale motivazione al gesto inconsulto. Anzi, aveva persino dichiarato di non sapere (in quel momento) neppure se si trattasse di una bambina o di un peluche. Aveva inoltre negato la volontà di fare del male alla piccola, arrivando a dire che – secondo lui – le lesioni della bambina erano conseguenza dell’azione della mamma, che la teneva per cercare di evitare che uno sconosciuto la portasse via. Dopo queste scarne dichiarazioni, aveva deciso di non rispondere più alle domande. Il gip, come richiesto dall’accusa, ha convalidato l’arresto disponendo la misura cautelare della custodia in carcere, dove tutt’ora si trova l’uomo.

Nel rilevare la sussistenza di esigenze cautelari, era stata evidenziata la gravità del fatto e delle «specifiche modalità e circostanze» dello stesso. Con riguardo alla sua personalità, si evinse che, seppure incensurato, aveva dimostrato «una particolare carica aggressiva», ma anche fermezza nel «cercare di portare a compimento il sequestro di una bambina in tenerissima età». Inoltre, durante l’udienza di convalida, il rumeno non aveva mostrato alcun pentimento per le sue azioni «mantenendo al contrario un generale atteggiamento di sfrafottenza durante tutto l’interrogatorio».

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