Truffa delle finte multe: boom di casi, i consigli di Adoc per non cadere nella rete

L’APPELLO. Aumentano le truffe delle finte multe, soprattutto online tramite sms ed email con link a siti clone di PagoPA. Adoc lancia l’allarme e invita a prestare attenzione ai segnali sospetti, ricordando di effettuare pagamenti solo tramite canali ufficiali e verificati.

Sms, email o addirittura falsi verbali lasciati sul parabrezza: la truffa delle «finte multe» è in forte crescita e sempre più sofisticata. A lanciare l’allarme è Adoc, associazione nazionale dei consumatori vicina alla Uil, che segnala un aumento preoccupante del fenomeno negli ultimi anni.

Come funziona la truffa

Le modalità principali sono due e la più diffusa è quella digitale: la vittima riceve un messaggio che segnala una presunta multa non pagata e invita a saldare subito per evitare conseguenze come sanzioni aggiuntive o il fermo amministrativo del veicolo. Il link rimanda però a un sito clone, costruito per sembrare quello ufficiale di PagoPA o di enti locali, dove vengono sottratti i dati bancari.

Accanto a questa, cresce anche la versione cartacea: un falso verbale, apparentemente autentico, viene lasciato direttamente sull’auto. Include loghi istituzionali, numeri di protocollo e spesso un QR code o un link che porta a una pagina fraudolenta.

In entrambi i casi, l’importo richiesto è volutamente basso per spingere al pagamento immediato senza troppe verifiche.

I numeri del fenomeno

Nel solo 2025 il CERT-AgID ha rilevato 3.620 campagne malevole, molte delle quali legate proprio a falsi solleciti di pagamento tramite PagoPA per presunte sanzioni stradali. Un dato che conferma la diffusione capillare del phishing in questo ambito.

I segnali da non ignorare

Adoc invita a prestare attenzione ad alcuni dettagli che possono smascherare la truffa come errori grammaticali o linguaggio poco formale, loghi sgranati o poco definiti, dati incompleti (luogo, ora, targa); riferimenti normativi imprecisi o richieste di pagamento tramite link non ufficiali.

Come difendersi

I pagamenti verso la Pubblica amministrazione devono avvenire solo attraverso canali istituzionali verificabili

La regola principale è semplice: non pagare mai tramite link ricevuti via Ssm o email. I pagamenti verso la Pubblica amministrazione devono avvenire solo attraverso canali istituzionali verificabili.Inoltre, è bene ricordare che molte sanzioni vengono notificate tramite raccomandata al proprietario del veicolo.

In caso di dubbio sempre meglio evitare qualsiasi pagamento, segnalare l’episodio alle autorità; se si è già pagato, contattare subito la banca per bloccare la transazione o la carta

L’appello

«Il fenomeno colpisce soprattutto le fasce più vulnerabili, meno abituate agli strumenti digitali – spiega Orazio Curtò, presidente dell’associazione consumatori di Bergamo vicina alla Uil –. Serve un impegno condiviso per contrastare queste truffe e rafforzare il ruolo delle associazioni come presidio di tutela sul territorio».

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