Cronaca / Bergamo Città
Mercoledì 28 Gennaio 2026
Violenza di genere, 4 casi al giorno. Chiedere aiuto si può: ecco come fare
I SERVIZI. I casi di «codice rosso» continuano a crescere anche in Bergamasca: ma chiedere aiuto è possibile. Il sito, la chat segreta e il numero unico in anonimato.
In Bergamasca la violenza di genere continua a crescere e i numeri lo confermano: tra il 1° luglio 2024 e il 30 giugno 2025 (l’ultimo anno giudiziario) i procedimenti attivati nella categoria «codice rosso» sono stati 1.659, in aumento rispetto ai 1.391 dei dodici mesi precedenti e ai 1.053 registrati tre anni fa, con un incremento complessivo di oltre il 57% nell’arco del triennio. Il dato complessivo equivale a più di quattro casi al giorno e comprende le principali tipologie previste dal «codice rosso»: maltrattamenti, atti persecutori (stalking), delitti contro la libertà sessuale e violenze in ambito familiare. Nell’annata in esame si contano anche tre femminicidi: quelli di Sharon Verzeni, Sara Centelleghe ed Elena Belloli.
Un’ulteriore fotografia arriva poi da un periodo più ristretto: tra il 15 dicembre e il 15 gennaio sono state 41 le denunce gestite dai Carabinieri di Bergamo per reati rientranti nella categoria. Nel dettaglio, 30 denunce riguardano maltrattamenti in famiglia, otto gli atti persecutori, due i casi di diffusione illecita di immagini intime (revenge porn) e una tentata violenza sessuale.
I servizi a cui chiedere aiuto
Accanto all’attività di contrasto delle Forze dell’Ordine e della magistratura, sul territorio opera una rete di servizi specializzati a cui possono rivolgersi le vittime, ma anche familiari e persone vicine, per ricevere informazioni, orientamento e supporto.
Il primo riferimento è il 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking, gratuito e attivo 24 ore su 24. Il servizio garantisce ascolto e aiuto in più lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, tedesco, e altre su appuntamento) e tutela l’anonimato di chi chiama. È un aspetto centrale: la telefonata non comporta obblighi di denuncia e chi contatta il numero può ricevere indicazioni e sostegno anche senza decidere di intraprendere un percorso giudiziario. Per chi fosse impossibilitato a chiamare, il sito 1522.eu offre anche la possibilità di contattare il sistema di aiuto tramite chat, privata e segreta.
A Bergamo città è attivo il Centro antiviolenza «Aiuto Donna», in via XXIV Maggio 30, con reperibilità telefonica h24 al 393 308 2537. I numeri specifici di sede sono invece 035 42 77 903 e 389 617 77 14, reperibili dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17. Il centro offre accoglienza, sostegno psicologico, gruppi di auto-aiuto, consulenza legale, uno sportello dedicato allo stalking e un servizio di orientamento al lavoro. Sempre a Bergamo, l’Ordine degli Avvocati ha attivato uno sportello di consulenza legale contro la violenza sulle donne, con sede in piazza Dante, all’interno del Palazzo della Procura di Bergamo: il servizio è attivo ogni lunedì dalle 9 alle 12, con la presenza di due avvocati esperti a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.
I centri in provincia
In provincia sono presenti diversi punti di riferimento, gestiti dalle reti «Aiuto Donna» e «Non sei sola»: a Dalmine (via Kennedy 1) il contatto è 035 564 952; a Seriate (via Chiesa di San Grisogono 18) 035 303 266; a Terno d’Isola (via Trento 5) 035 199 100 67; a Clusone (via Matteotti 11) 392 082 0423; a Vigano San Martino (via Martina 18/B) 379 3432454; a Treviglio (via Roggia Vignola 18) 0363 301 773; a Romano di Lombardia (presso l’Ospedale Ss. Trinità) 0363 990 354. Si tratta di servizi gratuiti, accessibili a tutte, che proteggono l’anonimato e che possono essere contattati anche solo per informazioni o orientamento, senza che questo – lo ribadiamo – implichi automaticamente una denuncia. Poiché la lista non è esaustiva ed esistono altri sportelli sul territorio, il consiglio è di chiamare il 1522 per farsi indirizzare al centro più vicino.
Le chiamate anche da famigliari
In caso di pericolo immediato, il numero da fare subito è il 112, numero unico di emergenza. E la rete di supporto non riguarda solo le vittime dirette: anche chi è a conoscenza di situazioni di violenza, o vi assiste, può rivolgersi ai centri antiviolenza e alle Forze dell’Ordine per segnalare condizioni di rischio e ricevere indicazioni. L’invito, rivolto a tutti i cittadini, è a non voltarsi dall’altra parte: se si assiste a un episodio di violenza si chiama il 112; se invece se ne viene a conoscenza o si teme che una persona sia in difficoltà, ci si può rivolgere al 1522 e ai centri del territorio, per orientarsi e attivare le tutele possibili.
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