Vip spiati, indagato il generale dell’Accademia della Finanza
L’INCHIESTA. Per i pm milanesi Di Gesù procurò dati sensibili in modo illecito quando era in servizio a Roma. Due bergamaschi nell’associazione.
C’è anche il generale Cosimo Di Gesù, comandante dell’Accademia della Guardia di finanza di Bergamo, tra gli 81 indagati dell’inchiesta Equalize condotta dalla Procura antimafia di Milano e della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e riguardante un presunto giro di spionaggio, acquisizione illecita di dati sensibili da banche dati riservate e dossieraggio. Sono 6 50 le presunte vittime emerse finora , tra le quali personaggi noti come Paolo Scaroni, presidente del Cda di Enel e del Milan, l’ex calciatore Bobo Vieri, la blogger Selvaggia Lucarelli, l’ex agente fotografico Fabrizio Corona, il cantante Alex Britti.
All’alto ufficiale della Gdf, lecchese di 57 anni, sono contestati episodi relativi ai tre giorni che vanno dal 20 al 22 marzo 2020, quando era in servizio al Comando generale di Roma. I reati di cui deve rispondere Di Gesù sono la rivelazione e l’utilizzazione di segreti d’ufficio e l’accesso abusivo a sistema informatico in concorso con Enrico Pazzali, socio al 95% della società di investigazioni private Equalize e già presidente del comitato Bergamo-Brescia capitale italiana della cultura. In particolare, è l’accusa, l’alto ufficiale avrebbe dato disposizioni a due sottoposti (un colonnello e un tenente colonnello donna, non indagati) di reperire informazioni, tramite l’accesso alla banca dati Serpico in uso alla Gdf, su 9 società interessate ai lavori di allestimento dell’ospedale Covid alla Fiera di Milano. Investigazioni telematiche, scrivono gli inquirenti, che avevano «scopi estranei ai compiti di istituto» e che furono sollecitate da Pazzali, all’epoca presidente della fondazione Fiera Milano, cui Di Gesù avrebbe trasmesso gli esiti su whatsapp. Ieri il generale ha fatto sapere al nostro giornale di non voler rilasciare dichiarazioni.
Quattro bergamaschi nell’inchiesta
Sono 4 i bergamaschi indagati nell’inchiesta, due dei quali accusati di associazione per delinquere e di 18 capi di imputazione su 102 totali. F. R., 59 anni, di Bergamo, socio di una sala scommesse in via Carducci in città, è accusato di fare da intermediario per la ricerca di dati sensibili che un altro bergamasco, l’ex poliziotto R. B., 60 anni, di Curno, all’epoca in servizio alla polizia di frontiera dell’aeroporto di Orio al Serio (anche lui accusato di far parte dell’associazione), avrebbe abusivamente estrapolato da varie banche dati come Sdi, Aci ed Etna, dietro compenso. Sarebbe stato R. B., è l’accusa, a reperire tra il 18 marzo e il 27 aprile 2024 informazioni riservate su una ventina di persone, tra cui Lucarelli, Vieri e Corona. Informazioni che poi F. R. – stando alle cntestzioni – faceva avere a chi aveva commissionato la ricerca, in molti casi L. C., 63 anni, di Ferrara, titolare di un’a società di consulenza imprenditoriale e gestionale, pure lui accusato di associazione per delinquere. Ieri non ci è stato possibile metterci i contatto con R. B. e F. R. per avere la loro versione dei fatti.
Altro bergamasco indagato è V. P., 64 anni, investigatore privato di Brembate Sopra, già finito in un’inchiesta sul traffico di dati sensibili che in passato aveva visto coinvolti anche alcuni carabinieri della Compagnia di Zogno, da cui uscì assolto. Per l’accusa sarebbe il committente di estrapolazioni abusive compiute dall’ex poliziotto di Curno per il tramite del titolare della sala scommesse tra il 1° marzo 2023 e il 22 ottobre 2024. «Vado a ritirare gli atti dell’inchiesta lunedì, ci sentiamo», risponde al telefono V. P. Infine, A. F., 50 anni, di Grassobbio, ex carabiniere e ora responsabile della protezione dei marchi di Essilor Luxottica. Con un collega avrebbe chiesto a Equalize, in cambio di 15mila euro, accertamenti patrimoniali su due dipendenti del loro gruppo. I nostri tentativi di contattare A. F. per avere una sua versione dei fatti ieri non sono andati a buon fine.
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