«YouPol», in un anno 1.256 segnalazioni tra droga e bullismo
SICUREZZA. L’app attiva una chat tra cittadino e questura. Garantito l’anonimato, è possibile inviare foto e video. Tra gli ultimi casi due pusher poi individuati in via Paglia.
Tra i casi più recenti ci sono quelli di un cittadino che ha segnalato la presenza di due sospetti spacciatori in via Paglia, chi un maltrattamento di animali e chi, giovanissimo, ha riferito di essere vittima di bullismo. In totale, l’app «YouPol» è stata utilizzata qualcosa come 1.256 volte nel corso del 2025 a Bergamo e provincia. Significa, in media, più di tre segnalazioni giunte alla centrale operativa della questura ogni giorno con questo sistema immediato e che garantisce, a chi segnala, il più totale anonimato.
Che cosa è l’app YouPol
Nata nel 2017 per implementare e facilitare le segnalazioni di casi di spaccio di droga e bullismo, durante la pandemia – e dunque dal 2020 – è stata poi estesa alle violenze domestiche perché nel corso dei vari lockdown organizzati dal governo per contrastare la diffusione del virus, in diversi casi la «convivenza forzata» sotto lo stesso tetto aveva fatto aumentare i casi di maltrattamenti tra familiari. Più di recente l’app è stata estesa anche alle situazioni problematiche a bordo dei treni e, per questo, pubblicizzata tra i pendolari. A Bergamo e provincia, però, per il momento di segnalazioni dai convogli ferroviari non ne sono arrivate alla centrale operativa di via Noli.
Lì vengono gestite in tempo reale tutte le segnalazioni che arrivano all’attenzione dell’operatore grazie all’applicazione – disponibile sia su piattaforme Apple sia Android – e ogni caso viene approfondito, solitamente con l’invio della volante della stessa polizia di Stato se l’intervento riguarda il capoluogo o Treviglio (dove è presente il commissariato, unica sede distaccata della polizia nella Bergamasca), oppure la segnalazione viene inoltrata ai carabinieri se in altre zone della Bergamasca, dove sono presenti le stazioni dell’Arma, storicamente diffuse capillarmente in tutta la provincia.
Segnalazioni anonime
La segnalazione è molto semplice e, utilizzando l’app, sarà possibile dialogare via chat con l’operatore della centrale in questura in tempo reale. L’app può essere utilizzata anche dai non udenti e ha la già citata particolarità di garantire l’anonimato a chi segnala la situazione di potenziale pericolo: benché infatti dalla centrale sarà possibile localizzare il telefono di chi invia la segnalazione, questo passaggio è previsto soltanto per favorire, nel caso, un intervento tempestivo da parte della volante. Se poi le situazioni necessitano di ulteriori approfondimenti e indagini, vengono inoltrate anche alla Squadra mobile o alla Digos.
Invio di foto in tempo reale
Inoltre, alla segnalazione non sarà chiesto di far seguire alcuna denuncia formale. Non secondario poi il fatto che alla segnalazione è possibile anche allegare foto e video e inviarle in tempo reale: per esempio di persone o vetture sospette nel quartiere, di potenziali spacciatori o di chi si pensa stia compiendo qualche reato, magari a bordo di un mezzo pubblico. Nell’applicazione – che comunque non sostituisce il numero unico di emergenza 112 – sono disponibili, oltre all’italiano, anche l’inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo.
Quanto ai dati, dei 1.256 casi del 2025, circa la metà – 620 – hanno riguardato possibili situazioni di spaccio, mentre sono state 38 le segnalazioni di potenziali episodi di bullismo. I casi di violenza domestica segnalati alla questura via «YouPol» sono invece stati 21. Le restanti 577 segnalazioni sono invece annoverate tra le «varie»: persone sospette, danneggiamenti, auto rubate, problemi nei locali pubblici e pagamenti in nero, solo per citare qualche esempio.
E tra le ultime segnalazioni giunte tramite l’app e che hanno portato a risultati concreti quella di un cittadino che in via Paglia ha notato due persone sospette: potenziali spacciatori, dei quali il passante ha inviato la fotografia tramite «YouPol». Alla fine la volante ha infatti rintracciato e denunciato un cittadino tunisino e un gambiano in possesso di alcuni grammi di droga, fiutati grazie all’intervento del cane antidroga, pure intervenuto con l’unità cinofila.
Sul fronte delle segnalazioni di casi di bullismo, un ragazzo ha confidato alla polizia tramite l’app di essere vittima di bulli. Una segnalazione che ha portato ad approfondire la situazione e a far luce su una vicenda in cui il giovanissimo era appunto vittima di coetanei: il fatto di essere «smart» favorisce l’utilizzo dell’app da parte delle fasce più giovani della popolazione e che difficilmente, altrimenti, entrerebbero in contatto con le forze dell’ordine.
© RIPRODUZIONE RISERVATA