Un accordo sulla pelle di chi muore

MONDO. Una mano lava l’altra: Vladimir Putin e Donald Trump si aiutano a vicenda. Il russo fornisce all’americano il preziosissimo carburante diesel, mentre il presidente Usa fa uscire il collega dell’Est dall’isolamento internazionale, rimettendolo in gioco nel complicato mercato energetico.

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Cremlino e Casa Bianca pongono al centro delle loro relazioni i propri interessi nazionali – in particolare il business – lasciando in disparte le questioni geopolitiche e soprattutto la tragedia russo-ucraina, su cui tale intesa avrà certamente ripercussioni.

La conseguenza (peraltro falsa) è che il prezzo del diesel in America è andato alle stelle. Trump chiede ora le dimissioni di Zelensky, il cui mandato è scaduto il 20 maggio 2024 dopo 5 anni di presidenza

La «colpa» di quanto avvenuto – sostiene Trump – è di Volodymyr Zelensky e della sua testardaggine di essere un leader libero, non volendo essere una pedina di giochi altrui. Kiev, questa la spiegazione Usa fornita, non intende smettere di bombardare le infrastrutture dell’energia russa. La conseguenza (peraltro falsa) è che il prezzo del diesel in America è andato alle stelle. Trump chiede ora le dimissioni di Zelensky, il cui mandato è scaduto il 20 maggio 2024 dopo 5 anni di presidenza. La ragione della sua permanenza al potere è semplice: lo prevede la Costituzione perché il Paese è «in guerra», è in vigore la legge marziale e non si possono tenere elezioni. Zelensky continuerà ad esercitare le sue funzioni di Capo della Stato fino all’insediamento del suo successore.

Dopo la lite con Trump nello studio Ovale gli ucraini si strinsero attorno al loro presidente e anche ora succederà la stessa cosa, poiché il «tycoon» newyorkese è una delle personalità straniere meno stimate (diciamo così usando un eufemismo) nel Paese slavo

Ma attenzione. Tutti i sondaggi ripetono – ma succede da anni – che se si andasse al voto domani Zelensky verrebbe rieletto. Nessuno dei recenti scandali che hanno coinvolto la sua Amministrazione ha mai scalfito la sua popolarità. Dopo la lite con Trump nello studio Ovale gli ucraini si strinsero attorno al loro presidente e anche ora succederà la stessa cosa, poiché il «tycoon» newyorkese è una delle personalità straniere meno stimate (diciamo così usando un eufemismo) nel Paese slavo. Al contrario, Zelensky è il collante di un intero popolo che combatte per la libertà e per la democrazia, in breve una versione moderna del «Winston Churchill» britannico durante la Seconda guerra mondiale, il quale, tuttavia, perse clamorosamente – nonostante la sua popolarità – le Parlamentari nel luglio 1945 (le prime celebrate dal 1935). Per ben 10 anni nel Regno Unito non si tennero elezioni. A meno di tre settimane dalle elezioni di midterm, Trump è in seria difficoltà e il suo partito, quello repubblicano, rischia una sonora sconfitta. L’indice di gradimento del presidente è ai minimi storici (secondo l’agenzia Ipsos al 32%) per l’aumento del costo della vita negli Stati Uniti.

Sarà davvero così? Trump e Putin non hanno fatto i conti con gli europei, che non hanno sospeso le sanzioni sull’acquisto di energia da Mosca

L’astronomico prezzo dei carburanti è causato dalla sua politica estera, dalla guerra in Iran. Trump è disperato. È come un pesce in una rete che si contorce. In breve, sbagliando, le sta provando tutte ad invertire la tendenza elettorale: da qui l’intesa con Putin. «Grazie al nostro controllo totale dello Stretto di Hormuz e a questo importante annuncio sull’energia russa, - ha detto il presidente statunitense - i prezzi del diesel per gli americani, e in effetti per il mondo intero, caleranno a un ritmo record e in modo rapido». Sarà davvero così? Trump e Putin non hanno fatto i conti con gli europei, che non hanno sospeso le sanzioni sull’acquisto di energia da Mosca. Al Cremlino non pare vero quanto accade: Putin può fare il pieno di denaro sui mercati per finanziare il suo budget militare. Anche i suoi fedelissimi non ci contavano più. I morti in Ucraina si moltiplicheranno.

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