Cisano, buche nell’asfalto sulla 639. Saltano gomme e cerchioni

IL CASO. Sulla strada si riversano i pendolari «orfani» del ponte di Brivio. Il 6 maggio danneggiati un furgone e un’auto. «Con la pioggia la situazione peggiora».

Veicoli incidentati per buche profonde nell’asfalto. Anche questa criticità è emersa mercoledì 6 maggio a Cisano Bergamasco lungo la statale 639, strada che – da quando lunedì 4 ha chiuso il ponte di Brivio – è interessata da un intenso traffico di auto e mezzi pesanti diretti al ponte «Cesare Cantù» di Calolziocorte. Nelle scorse settimane il Comune di Cisano, proprio prevedendo un maggiore traffico (mercoledì 6 maggio dalle 5 alle 9 sulla 639 hanno viaggiato circa 3.800 veicoli, 400 in più rispetto a quando il ponte di Brivio era aperto), aveva chiesto all’Anas di intervenire ad asfaltare i tratti ammalorati della statale.

«Peggioramenti con la pioggia»

Richiesta che, però, è rimasta senza risposta: «Il problema – afferma la comandante della polizia locale Chiara Donghi – è che con la pioggia di questi giorni le buche sono anche peggiorate. In più, riempiendosi d’acqua, non si riesce a capirne la reale profondità». A finirci dentro nella mattinata del 6 maggio, subendo pesanti danni, sono stati un’auto e un furgone. Entrambi hanno bucato una gomma e rotto un cerchione. Sul posto è subito intervenuta la polizia locale che poi, a sua volta, ha avvisato la centrale operativa dell’Anas. I cantonieri hanno provveduto a riempire alcune buche con asfalto freddo mentre i mezzi incidentati venivano portati via con il carroattrezzi. Il tutto ha richiesto l’istituzione sulla 639 del senso unico alternato.

Code al «San Michele»

«Fortunatamente» gli incidenti si sono verificati poco dopo le 9,30, quindi dopo l’ora di punta: di conseguenza i disagi al traffico sono stati contenuti. Ancora pesanti il 6 maggio, invece, sono stati i disagi al ponte stradale ferroviario «San Michele» di Calusco che, insieme al «Cesare Cantù», è l’alternativa più gettonata al ponte di Brivio. Dati alla mano comunque, rispetto a lunedì 4 i veicoli transitati nella fascia mattutina dalle 7 alle 11 sono calati, e di molto. Si è passati da 11.664 a 7.703: sono stati, quindi, 3.961 in meno. A dimostrazione che la gente sta battendo vie alternative. Eppure il 6 maggio sono state ancora molto lunghe le code formatasi e, in alcuni casi, il tempo di attesa per superare il ponte ha sfiorato l’ora: «Nel tardo pomeriggio – commenta l’assessore ai Lavori pubblici di Calusco, Massimo Cocchi – passano più o meno lo stesso numero di mezzi, dai 6 ai 7mila. In questo caso, però, non si formano colonne. La differenza è che, mentre nella fascia di punta mattutina sul ponte transitano dieci treni, in quella pomeridiana si scende a sei».

Come noto sul «San Michele» quando passa un treno non possono transitarci contemporaneamente anche le auto. Lunedì scorso, quindi, il Comune è tornato alla carica su Rfi chiedendo che, per ridurre le code al ponte, almeno nella fascia di punta al mattino venga consentito il passaggio contemporaneo di auto e treni. Sulla questione è intervenuto anche il circolo di Calusco del Pd, che ha avanzato quattro proposte grazie alle quali, a suo dire, «si potrà mitigare il caos»: ricorrere all’Intelligenza artificiale in modo che il semaforo al ponte gestisca meglio i flussi di traffico, chiedere che le aziende e le scuole del territorio scaglionino i flussi di entrate e uscita, istituire una tariffa speciale per spostarsi da Calusco a Paderno in treno, installare in punti nevralgici del territorio pannelli che informano sui tempi di attesa per l’attraversamento del ponte.

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