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La Lega a Pontida: «Si vince uniti e la Lega è e sarà più unita che mai». Salvini: proporrò un Congresso straordinario a ottobre - Foto

IL RADUNO. Applausi dei militanti al fondatore del partito Umberto Bossi. A Pontida il mondo della Lega si ritrova, conclude Salvini: «Si vince uniti, un congresso per chiedere la fiducia della mia famiglia».

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Pontida

Si apre con il ricordo di Umberto Bossi il raduno di Pontida, domenica 20 settembre. Un video con le frasi più celebri del fondatore del partito, morto lo scorso marzo, è stato proiettato tra gli applausi dei militanti, che alla fine hanno scandito, «Bossi, Bossi». Tra le immagini che scorrevano nel video anche quella dell’abbraccio tra un giovane Salvini e il Senatur.

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«Per sempre con noi capo», è la scritta che è apparsa al termine del tributo al fondatore, e poi è risuonato sul pratone di Pontida il Và, pensiero.

E proprio Bossi è stato intitolato il pratone dove si svolge da sempre la manifestazioni. «Il sacro prato di Pontida è intitolato a Umberto Bossi, colui che per primo diede voce al suo popolo e orgoglio della sua terra» è la scritta sulla targa completata con il simbolo del Sole delle Alpi e con quello di Alberto Da Giussano.

Fontana: «Bossi ci ha insegnato tutto»

«Ieri (19 settembre, ndr) sarebbe stato il compleanno di Umberto Bossi, è la prima Pontida senza di lui, ma lui è qui con noi e il suo spirito è in questo prato sacro» ha detto il governatore lombardo Attilio Fontana dal palco di Pontida, dove è arrivato sfoggiando il fazzoletto rosso della Lega al collo. «Bossi ci ha insegnato tutto, ha ridato la vera dignità a questo popolo, ci ha insegnato tante cose e ci ha insegnato che se hai ragione non devi avere paura di niente e devi continuare contro tutti e tutto - ha aggiunto -. Nulla ti deve spaventare quando sei dalla parte del giusto». «Noi siamo dalla parte del giusto, siamo il popolo della Lega, persone indomite che a volte cadono ma che si sanno rialzare e affrontare ogni difficoltà - ha concluso -. Un popolo che non ha paura di niente, il popolo lombardo, la grande Lombardia vero motore di questo Paese».

«Noi uniti possiamo spostare le montagne. Parliamo anche di politica, mi hanno accusato di essere contro certe scelte del governo, di dire cose che non avrei dovuto dire ma io ho detto le cose che andavo dette, per difendere la Lombardia, nulla di più e di meno» ha continuato Fontana. «Quando sento i discorsi centralisti non sto zitto, io sono nato federalista e voglio il federalismo - ha aggiunto - e continuerò ad aprire bocca e a ribellarmi a queste scelte. Quando le cose vanno bene sono il primo a riconoscere il merito. Noi dobbiamo essere nelle condizioni di decidere il futuro dei nostri territori - ha concluso -, noi siamo in grado di operare bene e meglio di come succede a Roma».

Tra i relatori anche il ministro dell’Economia e storico esponente leghista, Giancarlo Giorgetti dal palco di Pontida: «I nemici - ha detto - non sono dentro la Lega ma fuori e sono più raffinati, e magari non si vedono». Prima di lui Zaina: «Grazie Umberto, per quello che hai fatto e per l’idea che hai avuto» ha aggiunto Zaia.«Io sono ancora convinto che non siamo né di destra né di sinistra, resto ancora convinto che le battaglie epocali che abbiamo iniziato con Bossi continuiamo a portarle avanti», ha sottolineato.

Zaia: la Lega non muore, si evolve e ha chiaro cosa dobbiamo fare

«Ringrazio perché mi è stata data la possibilità di salutarci, quando mi chiedono come va il partito, dei sondaggi, io dico che ne ho viste di meglio e di peggio» ha detto il presidente del Consiglio regionale del Veneto dal palco di Pontida.

«Perchè la Lega non muore, si evolve e ha chiaro cosa dobbiamo fare - ha concluso -. Ma oggi serve chiedere al governo di istituire un progetto dedicato alla questione settentrionale e uno dedicato a quella meridionale».

«Io sono qua e noi siamo qui per ricordare l’opera di Umberto Bossi. Sono ancora convinto che la Lega sia il partito nato per dare voce a chi non ce l’ha, resto convinto che non siamo né di destra né di sinistra, che le nostre battaglie sono le battaglie epocali iniziate con Umberto Bossi». Poi una battuta su Vannacci: Gli antichi romani dicevano, ’natura non facit saltus’, (la natura non fa salti, ndr.). A lui piacciono i romani e il latino...».

Salvini chiude il raduno: si vince uniti

Matteo Salvini è salito sul palco di Pontida, per l’intervento finale del raduno. E’ in jeans e maglietta bianca e dal pratone sono partiti applausi e cori «Matteo Matteo» o «Un capitano un capitano...». Sventolano bandiere della Lega, del leone di San Marco, della Sicilia, della Sardegna, di Israele e in mezzo si vedono due striscioni con la scritta: «Salvini al Viminale» e «Matteo siamo con te». Il segretario della Lega li ha ringraziati: «Dal profondo del cuore».

«Sulla sicurezza si può fare di più, serve più coraggio e bisogna correre. Quindi chiedo a voi il mandato per portare sul tavolo degli alleati tra qualche giorno 10 mila militari addestrati e armati a portare sicurezza nelle nostre città. Non uno di meno, e si può fare subito»

«Qua c’è qualche giornalista non per raccontare e osservare ma per inventare, diffamare screditare - ha detto nel suo discorso -. Allora o siamo in preda a un’allucinazione collettiva ma il quotidiano Repubblica se vuole cancellare Salvini, temo debba aspettare. Poco fa ha scritto sul sito che Pontida è vuota. Allora il pratone è vuoto? Pontida è vuota? Guardate com’è vuota Pontida e voi fatevi sentire da questi servi di regime», E poi: «Si vince uniti e la Lega è e sarà più unità che mai - ha detto -. La Lega non ha padroni e la Lega non è in vendita. È una emozione vedere le bandiere, il Leone di San Marco, il tricolore, le bandiere della mia Lombardia, della Sicilia, della Sardegna del Friuli - ha concluso -. Di tutte le nostre regioni che sono il nostro presente e futuro».

«Sulla sicurezza si può fare di più, serve più coraggio e bisogna correre. Quindi chiedo a voi il mandato per portare sul tavolo degli alleati tra qualche giorno 10 mila militari addestrati e armati a portare sicurezza nelle nostre città. Non uno di meno, e si può fare subito» ha commentato ancora Salvini.

«Proporrò un Congresso straordinario a ottobre»

«Domani (21 settembre, ndr) convocherò il consiglio federale della Lega e proporrò a ottobre di convocare un congresso straordinario della Lega e per decidere insieme e marciare compatti». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini dal palco del raduno di Pontida.

«Siamo non un partito, una comunità, una bestia strana che non puoi addomesticare - ha poi detto -. Già ci danno poco spazio e vaneggiano di una Pontida vuota ma se questo spazio lo riempiamo con polemiche interne facciamo solo un favore alla sinistra», ha aggiunto. «Parlo da militante a militante, tanti hanno parlato di Umberto Bossi, la prima lezione imparata da ragazzino entrando 35 anni fa in sede della Lega nella periferia milanese deve essere rinfrescata - ha concluso -, perché se c’è una discussione da fare, un problema da risolvere, una soluzione da portare sul tavolo, questo va affronto nelle sezioni della Lega, non in piazza, sui giornali e nelle tv».

«Il segretario della Lega si chiamava Umberto, poi Roberto, ora si chiama Matteo finché lo vorrete - ha continuato -. Poi avrà un altro un altro nome ma la Lega è immortale, è il suo popolo. Non sono singole persone ma siete voi e finché ci siete voi c’è la Lega e c’è speranza, c’è presenza e futuro».

Il ricordo va a Bossi e Maroni: «Eterna gratitudine a Umberto Bossi e Roberto Maroni che hanno risvegliato identità e coscienza», poi la richiesta al popolo del pratone: «Chiedo il mandato per la prossima legge di bilancio per portare sul tavolo degli alleati impegni certi. Uno: per il superamento definitivo dell’infame legge Fornero con Quota 64 e la possibilità di scegliere di andare in pensione a 64 anni. Due: meno tasse sugli stipendi dei giovani e tre, aumentare la flat tax per partite iva, artigiani perché i lavoratori autonomi non sono lavoratori di serie B chiedendo un contributo alle grandi banche italiane che si arricchiscono con i nostri soldi».

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