In 14 in 42 metri quadrati e un locale adibito a luogo di culto senza titolo edilizio: controlli nella Bassa Bergamasca

L’INTERVENTO. Contrasto al degrado, all’abusivismo edilizio e al sovraffollamento abitativo: le azioni della polizia locale nel territorio della Bassa Bergamasca Orientale.

Romano

Prosegue l’attività della polizia locale della Bassa Bergamasca Orientale a tutela dell’ambiente, della legalità urbanistica e della sicurezza urbana. Nelle ultime settimane è stato svolto un intenso e articolato programma di controllo, con particolare attenzione ai fenomeni di sovraffollamento abitativo, utilizzo improprio degli immobili, affitti irregolari e carenze igienico-sanitarie.

Gli interventi si inseriscono in un più ampio piano di prevenzione del degrado urbano, contrasto all’abusivismo edilizio e salvaguardia delle condizioni minime di vivibilità e sicurezza degli edifici.

In 14 in 42 metri quadrati

Gli accertamenti hanno evidenziato che un’unità immobiliare, urbanisticamente destinata a uso ufficio, era di fatto utilizzata come abitazione collettiva, con la presenza di almeno 14 persone in circa 42 metri quadrati

A seguito di segnalazioni ed esposti, nonché di un episodio di violenza avvenuto all’interno di un immobile, la polizia locale è intervenuta con un’ispezione urgente. Gli accertamenti hanno evidenziato che un’unità immobiliare, urbanisticamente destinata a uso ufficio, era di fatto utilizzata come abitazione collettiva, con la presenza di almeno 14 persone in circa 42 metri quadrati. Le condizioni riscontrate sono risultate gravemente inidonee sotto il profilo igienico-sanitario, edilizio e della sicurezza, mettendo a rischio l’incolumità degli occupanti. Un cittadino italiano è stato denunciato in stato di libertà.

Immobile adibito a luogo di culto senza titolo edilizio

L’attività di controllo ha riguardato anche un immobile formalmente destinato ad attività ricreative e culturali, ma utilizzato come luogo di culto. Dagli accertamenti è emerso un mutamento di destinazione d’uso non autorizzato, da culturale/ricreativa a religiosa/cultuale. La normativa regionale (art. 52, comma 3-bis, L.R. Lombardia 12/2005) prevede che la realizzazione o il cambio di destinazione d’uso in luogo di culto richieda sempre il Permesso di Costruire, anche in assenza di opere edilizie. Due cittadini extracomunitari sono stati denunciati in stato di libertà.

Case mobili su terreni privati senza permesso

Nel corso di ulteriori verifiche, effettuate con il supporto dell’ufficio tecnico comunale, sono stati individuati due manufatti prefabbricati tipo «case mobili» installati su terreni privati. Le strutture, prive di ruote e stabilmente appoggiate su basi in laterizio e cemento, erano complete di ambienti interni e idonee all’uso abitativo.
Per caratteristiche e collocazione, le opere sono state ricondotte a nuove costruzioni, per le quali è necessario il permesso di costruire ai sensi del Dpr 380/2001, titolo che non risulta rilasciato. Due cittadini italiani sono stati denunciati in stato di libertà.

Un cortile diventa luogo per somministrare cibo e bevande

Durante controlli in un pubblico esercizio, la polizia locale ha accertato la trasformazione abusiva di un cortile in una sala per la somministrazione di alimenti e bevande, stabilmente arredata e utilizzata a tale scopo.
Le opere, realizzate senza autorizzazione, hanno comportato un mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante. A seguito dell’avvio del procedimento amministrativo, la proprietà ha provveduto alla rimozione delle strutture abusive e al ripristino dello stato dei luoghi. Un cittadino italiano è stato denunciato.

Legalità urbanistica e sicurezza urbana: un legame diretto

«Le situazioni accertate confermano lo stretto collegamento tra abusivismo edilizio, sovraffollamento abitativo, degrado igienico-sanitario e insicurezza urbana. Il rispetto delle norme urbanistiche ed edilizie rappresenta infatti un presidio fondamentale per la salute pubblica, la dignità abitativa e la sicurezza delle persone» spiegano dalle forze dell’ordine.

Il sindaco: «Interventi concreti a tutela dei cittadini»

«L’attività svolta ha permesso di intervenire su casi di abusivismo edilizio, sovraffollamento abitativo e gravi carenze igienico-sanitarie che mettevano a rischio non solo la dignità delle persone coinvolte, ma anche la salute pubblica e la vivibilità dei quartieri – ha dichiarato il sindaco Gianfranco –. Questi interventi non sono soltanto azioni di controllo, ma atti concreti di tutela della legalità e di difesa dei cittadini onesti. Contrastare il degrado significa restituire sicurezza, decoro e qualità della vita, soprattutto nelle aree più fragili della città».

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