Nuovo caso, pensionata truffata da un finto maresciallo

LA DENUNCIA. «Ora arrestiamo suo figlio», poi l’arrivo a casa di un «perito». A Sarnico rubati denaro e una catenina d’oro.

Sarnico

«Sono il maresciallo dei carabinieri: suo figlio ha causato un incidente e investito una bambina, che ora è in coma e rischia la vita. Il padre vuole fargli causa e noi dobbiamo arrestarlo. Per evitarlo, passerà un nostro perito a ritirare i soldi per pagare la liberazione». Un copione ormai tristemente noto quello messo in atto nel primo pomeriggio di giovedì 29 gennaio da un truffatore che, assieme a due complici, ha raggirato e derubato una pensionata di 79 anni.

La prima telefonata

per evitare che con il cellulare la pensionata potesse contattare il figlio, il finto maresciallo si è fatto dare il numero e un complice, fingendosi l’avvocato della «controparte», l’ha chiamata anche lì, di fatto bloccando entrambe le linee

Attorno alle 13,30 è arrivata la prima telefonata al numero fisso di casa e dall’altra parte c’era un fantomatico maresciallo dei carabineri, che ha riferito alla donna, in quel momento da sola nella sua villetta di via Suardo, che uno dei due figli avesse causato l’incidente e che serviva del denaro per tirarlo fuori dai guai. Non solo. Per evitare che con il cellulare la pensionata potesse contattare il figlio, il finto maresciallo si è fatto dare il numero e un complice, fingendosi l’avvocato della «controparte», l’ha chiamata anche lì, di fatto bloccando entrambe le linee.

La donna ha creduto che tutto fosse vero perché a un certo punto gli è stata fatta sentire una frase che a suo dire era pronunciata proprio dalla voce del figlio: «Mamma, qui mi arrestano: dagli quello che chiedono». Resta da capire se si sia trattato solo di suggestione, oppure se i malviventi – che si sono dimostrati ben organizzati e che devono aver preparato il colpo «indagando» sulla famiglia – hanno magari utilizzato strumenti come l’intelligenza artificiale per riprodurre la voce del figlio. Fatto sta che durante la doppia telefonata si è anche presentato a casa il fantomatico perito, che ha di fatto rovistato ovunque, in particolare nei cassetti della stanza della donna e pure del figlio che vive con lei e che al momento non era fuori. Difficile dire con precisione cosa i ladri abbiano portato via: senza dubbio dei soldi, la catenina d’oro della donna e forse anche altri oggetti.

Difficile dire con precisione cosa i ladri abbiano portato via: senza dubbio dei soldi, la catenina d’oro della donna e forse anche altri oggetti

Dopo che il finto perito si è allontanato, del tutto tranquillo, dall’abitazione e chiuse le conversazioni al telefono fisso con il finto maresciallo e al cellulare con il finto avvocato, la donna – ancora ignara di essere truffata – ha contattato il figlio, chiedendogli se alla fine l’avessero arrestato e come stesse la bambina investita. È stato a quel punto che il figlio cinquantaseienne ha capito che c’era stato un raggiro e con il fratello minore sono andati a casa della madre. Che, sotto choc, ha poi riferito tutto ai carabinieri – veri – di Grumello, che ora stanno cercando di risalire ai truffatori.

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